Era in basilica già da due anni, ma è stato un periodo di tempo trascorso per operare un accurato e paziente assemblaggio fino ad arrivare all’optimum che ha consentito di procedere, finalmente, alla benedizione ed inaugurazione ufficiale. Così il nuovo organo della cattedrale di Trani è adesso, a tutti gli effetti, lo splendido regista musicale delle celebrazioni nel massimo tempio romanico sul mare.
E forse è anche questo il motivo per cui Gustavo Zanin, rappresentante per l'occasione a Trani della famiglia friulana costruttrice del pregevolissimo strumento musicale, lo ha definito «uno dei più belli ed importanti della nostra storica produzione e, per quanto mi riguarda, il preferito. Lo è per il lavoro che abbiamo compiuto, ma anche perché custodito in questa splendida cattedrale. Non è un caso che lo abbiamo realizzato con una forma di vela che richiama il mare, accanto al quale ci troviamo».
Per la verità, l'organo si trova, così come il precedente, il non meno glorioso veneto Fratelli Ruffatti, nella zona a destra del presbiterio (guardando l'altare), perché si tratta di quella più lontana dal mare e meno esposta all'azione dell'umidità. Rispetto al predecessore, però la struttura è stata distanziata dalla parete per evitare le infiltrazioni che avevano irrimediabilmente danneggiato il Ruffatti.
A benedizione l’organo il vescovo, Mons. Giovan Battista Pichierri e, a seguire, il coinvolgente concerto inaugurale tenuto dai maestri Francesco Di Lernia (organo) e Antonio Carretta (tromba). «Il suono dell’organo a canne, insieme al canto del popolo di Dio, costituisce la voce melodiosa di una Chiesa – ha detto il rettore della Basilica cattedrale, don Nicola Maria Napolitano. Purtroppo, però, da qualche anno la cattedrale di Trani aveva perso la sua voce. Infatti, il vecchio Ruffatti, costruito negli anni ’60, aveva smesso di suonare per una serie di malfunzionamenti che si erano accumulati nel tempo».
Così, dopo avere valutato le possibilità di restauro del vecchio strumento, e preso atto delle basse probabilità di un recupero totale delle funzionalità e le scarse garanzie di durabilità, il Capitolo della cattedrale ha deciso di fare costruire un nuovo organo, affidandone la realizzazione alla storica bottega organaria di Codropio (Udine), la Cav. Francesco Zanin di Gustavo Zanin, casa organaria fondata nel 1823.
Il nuovo strumento è stato realizzato con due consolle. La prima, utilizzata nel concerto inaugurale, è del tipo a finestra, con trasmissione meccanica incorporata nella cassa lignea. La seconda, a trasmissione elettronica, è stata recuperata dallo strumento precedente e restaurata: infatti, è necessaria per avere maggiori flessibilità di utilizzo nelle diverse celebrazioni religiose, poiché offre la possibilità di essere collocata in qualsiasi punto dell’aula liturgica suonando l’organo a distanza.
Lo strumento dispone di tre tastiere, una pedaliera per ciascuna consolle e circa 2750 canne, distribuite fra 44 registri sonori, ovvero timbri diversi che possono fondersi secondo le varie necessità musicali.
(si rigraziano per le foto Francesco Paradiso e, per il video, Nicola Caputo)











