È di poco superiore ai 126 milioni di euro la manovra del bilancio di previsione annuale e pluriennale 2016-2018, di cui la giunta ha approvato lo schema nell'attesa dell'adozione del provvedimento da parte del consiglio comunale. Fra i dati che maggiormente spiccano vi è l'avanzo di amministrazione, definito in 3.880.000 euro, mentre nel bilancio di previsione 2015 era stato di 10.600.000.
Va anche detto che il rendiconto 2015 si è chiuso con un attivo di 21.200.000 euro, dei quali però, resta davvero una piccolissima fetta di fondi disponibili da riversare sulla manovra di previsione dell'anno in corso, essendo tutto il resto vincolato per coprire debiti.
Dal punto di vista della visione politico-amministrativa, lo spirito del provvedimento è riassunto nel Documento unico di programmazione 2016, che fa capolino per la prima volta fra i documenti della pubblica amministrazione di Trani e, in ossequio a quanto prevede la norma nazionale, rappresenta la sintesi dei propositi dell'amministrazione e dei numeri con cui si intende governare la città da qui alla fine del mandato.
Il sindaco, Amedeo Bottaro, e l’assessore alle finanze, Luca Lignola, lo chiamano «un piano di governo, ritenuto fino ad oggi un mero strumento di comunicazione politica, ma che adesso acquisisce una nuova, fondamentale rilevanza per rappresentare la vera strategia dell’ente. Questo percorso di adempimento normativo – si legge nel Dup - rappresenta solo un aspetto, quasi il pretesto, per un’evoluzione che, prima di tutto, dovrà essere culturale, metodologica ed organizzativa. Il Documento unico di programmazione rappresenta, dunque, l'avvio di un processo che richiederà tempi adeguati e step successivi di perfezionamento, che risentiranno delle evidenze emerse in sede di gestione e matureranno in un contesto politico, sociale ed economico difficile ed in continua evoluzione».

