Ho ascoltato alcune dichiarazioni del Sindaco sulla raccolta differenziata e sulla necessità di ricorrere al credito bancario per farla (ri)partire.
Devo purtroppo rilevare che il Sindaco si contraddice in più punti e che siamo noi, dell’opposizione, a non capire la rotta che questa amministrazione intende seguire.
Parliamo innanzitutto delle risorse necessarie per far partire la raccolta differenziata.
Va prima di tutto chiarito che la ricapitalizzazione è un fatto e la raccolta differenziata è un altro fatto perché quest’ultima impone ingenti investimenti che non sono nella disponibilità di Amiu né del Comune di Trani e che non sono stati previsti nella ricapitalizzazione (Piano Finanziario - pag. 27 Relazione prof. Madaro – Voce Investimenti: 2016:0; 2017:0; 2018:0).
Il Sindaco afferma che la raccolta differenziata non può andare a gara (perché il servizio avrebbe la durata di soli due anni dovendo essere costituito tra i vari Comuni un soggetto unico che si occuperà della raccolta) ma che le risorse necessarie potranno essere reperite attraverso finanziamenti bancari garantiti da un contratto pluriennale con l’AMIU.
Innanzitutto si dubita fortemente che qualche Istituto di Credito possa finanziare la raccolta differenziata perché le somme necessarie sono ingenti e ammontano a circa 3.550.000,00 di Euro per i soli primi due anni (quest’ultimo dato proviene dai documenti ufficiali).
Inoltre il “prestito”, diversamente da quanto dichiarato dal Sindaco, non potrà essere garantito dal “contratto di servizio pluriennale” per varie ragioni.
Intanto perché dovrebbe prevedersi un aumento considerevole dei costi del servizio aggiungendo ai normali costi anche il pagamento delle rate di finanziamento e questo aumento ricadrebbe, ovviamente, sui cittadini in barba alla promessa di non aumentare la TARI.
Infine perchè la durata del contratto di servizio è oggi vincolata alla imminente e già prevista costituzione dell’unico soggetto giuridico che dovrà occuparsi della raccolta dei rifiuti dei Comuni di Trani, Barletta e Bisceglie.
Il contratto di servizio con Amiu, essendo queste le previsioni, non potrà certamente durare molti anni (pari a quelli di un finanziamento di tale portata).
Il Sindaco afferma che la raccolta differenziata non può andare a gara per soli due anni (perchè la raccolta sarà affidata a quel soggetto unico costituito dai vari Comuni) ma nel contempo afferma che il contratto con l’Amiu potrà essere pluriennale: il ragionamento è contraddittorio.
Si prospettano dunque in ogni caso aumenti di tasse.
Il prof. Madaro afferma che l’attuale contratto di servizio con il Comune di Trani e l’Amiu va integrato in quanto alcuni costi gestionali sono stati quantificati in modo insufficiente.
Secondo l’esperto il contratto di servizio va integrato di € 475 (nel 2016) € 687 (nel 2017), € 1.014 (nel 2018).
Il Sindaco aveva promesso una riduzione della Tari e invece scopriamo che i cittadini di Trani dovranno pagare ancora più soldi.
Sulla base di questi dati la raccolta differenziata, diminuita nei mesi di febbraio e marzo 2016, non potrà partire.
Le tariffe non sono state infatti adeguate ai costi necessari per sostenere tale servizio come indicati dal Prof. Madaro.
Il problema è serio perché la Regione Puglia impone il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 2016 pena il pagamento di una ecotassa elevatissima sui quantitativi di rifiuti che andranno in discarica.
Questo vuol dire che pagheremo più soldi per lo smaltimento dei rifiuti.
La situazione, pertanto, lascia prevedere pesanti aumenti di costi e tasse contro ogni promessa.
Eppure il progetto della raccolta differenziata è la scommessa del futuro e non a caso connota la civiltà di un paese.
A Trani è per giunta improrogabile attesa la chiusura della discarica.
E’ assurdo che il Comune punti alla riapertura della discarica anziché investire sulla raccolta differenziata.
La cattiva gestione della discarica, le cui conseguenze ad oggi non sono state ancora risolte, costituisce un precedente storico che deve rimanere ben impresso nella memoria dei cittadini tranesi.
Ci si augura che tutti facciano fronte comune contro qualsiasi ipotesi di riapertura della discarica.
Questo lo si dice perché a fronte delle rassicuranti dichiarazioni di alcuni autorevoli Consiglieri vi sono chiari segnali che fanno ipotizzare la volontà di riaprire la discarica e, si badi bene, questo mentre l’attuale impianto non è stato ancora posto in sicurezza, inquina, comporta costosissimi costi a carico dei cittadini attraverso aumenti di tassa rifiuti disposti e a disporsi.
La discarica che costituisce fonte di guadagni elevatissimi ma ad oggi e, durante l’utilizzo pieno della discarica di Trani, tutte queste ingenti entrate non hanno avuto alcuna ricaduta positiva sui cittadini tranesi che non hanno mai goduto, neppure indirettamente, degli ingenti incassi derivanti dall’utilizzo della discarica.
Chi ne ha beneficiato?
Occorrerebbe che tutti ci ponessimo qualche domanda e soprattutto che reagissimo anche solo all’idea di qualche speculatore di riaprire la discarica.
La raccolta differenziata è il futuro di ogni città civile e su questa occorre puntare per ottenere concreti vantaggi ed un concreto risparmio.
Ed è, questa, una sfida di “civiltà” che lanciamo all’attuale amministrazione affinché operi davvero quel cambio di rotta auspicato da più parti.
Mariagrazia Cinquepalmi (consigliere comunale Trani a capo)

