Fine delle scene quotidiane di ordinario degrado, come pure delle foto di facciate di chiese e palazzi di rilevanza storica sistematicamente oscurate dalla presenza di veicoli in divieto di sosta. Costeranno poco meno di 15mila euro, Iva compresa, diciannove paletti in ghisa, con forme avallate dalla competente Soprintendenza, da installarsi in via Beltrani principalmente nel tratto compreso tra via Lionelli e via Sinagoga.
Si tratta di una misura di cautela che il dirigente dell'Area lavori pubblici e polizia locale, Giovanni Didonna, ha assunto per ovviare alle soste irregolari che si registrano in quella strada in particolar modo lungo la facciata della chiesa di San Giovanni, l'ingresso del palazzo arcivescovile ed altri luoghi della stessa strada.
«Questi comportamenti – si legge nella relazione del comandante della Polizia locale, Leonardo Cuocci Martorano - limitano i percorsi delle utenze deboli della strada, per lo più pedoni, mettendo a rischio la loro sicurezza. Per salvaguardare adeguatamente tali esigenze, il Codice della strada prevede l'utilizzazione dei cosiddetti “dissuasori di sosta”, a delimitazione di zone dedicate al transito di pedoni e riconosciuti quali impedimenti fisici all’invasione abusiva ed occupazione di porzioni di strada riservata alle utenze predette».
Il dirigente, preso atto di segnalazioni pervenute alla Polizia locale, a seguito della relativa istruttoria ha autorizzato il posizionamento di paletti, purché conformi a quelli già installati nel tratto di via che fronteggia l’omonimo palazzo, tra via San Giovanni Russo e piazza Lambert. Pertanto, acquisito il parere favorevole della Soprintendenza, s’è ricercato sul Mercato elettronico delle pubbliche amministrazioni il fornitore per l'installazione dei paletti necessari: in particolare, quattordici nel tratto tra via Sinagoga e via Lionelli; tre davanti ai civici 23 e 25; due davanti al civico 9, che è la sede del vescovo. Il procedimento elettronico è stato appannaggio della ditta Zengle, di Valenzano, al costo di 14.835 euro, Iva compresa.
Per la verità, vi sono tuttora molte altre chiese e luoghi di interesse storico ed artistico che richiedono a gran voce lo stesso tipo di trattamento: su tutte, la chiesa di San Giacomo, uno straordinario esempio di romanico pugliese barbaramente la cui facciata, da decenni, è barbaramente compromessa da auto parcheggiate a fianco dell’ingresso monumentale: non è solo questione di utenze deboli, ma anche, e soprattutto, rispetto per la storia e tutela dei turisti.



