La pedana di accesso al mare per diversamente abili, posizionata alla Baia del pescatore, in piazza Marinai d'Italia, sarà completamente ristrutturata e riqualificata.
Lo ha disposto la giunta comunale, accogliendo una proposta di ripristino della funzionalità di quella piattaforma pervenuta da un'associazione di promozione sociale che, mettendo a disposizione risorse rivenienti da finanziamenti di terzi, si propone di allestire una struttura ombreggiante ed una nuova rampa di accesso al mare.
Il manufatto, attualmente, è in uno stato di evidente degrado sia a causa di atti vandalici continui, sia per l'aggressione degli agenti atmosferici, particolarmente accentuata in quel luogo in cui, peraltro, sfociano le acque della fogna bianca provenienti da monte. L’esecutivo ha considerato che «la richiesta di intervento sulla struttura può favorire l'accesso al mare di persone con limitata capacità di mobilità e contestualmente, non essendoci oneri finanziari a carico dell'amministrazione, rappresentare un oggettivo vantaggio per la totale gratuità dell'intervento proposto, che risolverebbe anche un problema di decoro urbano. Ne deriverebbe un ulteriore vantaggio – si legge nel provvedimento -, per la disponibilità alla fruizione anche in periodi dell'anno in cui la spiaggia non è utilizzata per la balneazione, ma ai soli fini della frequentazione di spazi liberi che, con l'occasione, potrebbero essere valorizzati con altre attività o manifestazioni pubbliche».
La giunta, pertanto, ha ritenuto opportuno accogliere quella che viene definita una «promessa di prestazione gratuita a favore del Comune di Trani, che acquisirebbe una volta realizzato l'intervento in favore della collettività, la disponibilità di un manufatto agibile e di altrettanto valore economico, il cui riconoscimento potrebbe risultare, oltre che dall’apposizione di una targa che ricordi la prestazione gratuita, anche dall'attività di assistenza che l'associazione si rende disponibile a prestare ogni qualvolta vi sia la necessità di fare accedere al mare persone con difficoltà di mobilità».


