Un fabbisogno di 110 milioni di euro, che si aggiungono a finanziamenti disponibili di poco più di 3 milioni.
Una bella ventata di soldi freschi per le opere direttamente riconducibili alla Barletta-Andria-Trani, ma non finirebbe qui: infatti, potenzialmente, la somma sarebbe molto più ampia, per coprire così tutta un'altra serie di interventi strutturali che possono cambiare il territorio.
Questi i numeri riepilogativi del Patto per la Puglia nella sesta provincia, sulla base della nuova definizione dei fondi che la Regione Puglia ha riprogrammato per un importo complessivo di quasi 2 miliardi di euro, oltre ai quali c'è un importo complessivo di progetti non conclusi pari a 77 milioni e mezzo, che portano le risorse immediatamente attivabili oltre i 2 miliardi, coerentemente con il nuovo riparto stabilito, tra Governo e Regione, all’esito del recente incontro del governatore, Michele Emiliano, con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Il percorso, adesso, attende di definirsi con lavori in parte avviati e, per il resto, da molto tempo attesi.
Al netto di interventi specificatamente previsti per la Bat (a Barletta, Andria e Bisceglie), il Patto per la Puglia presenta opportunità potenzialmente di gran rilievo in molti settori tra infrastrutture, ambiente, sviluppo economico e produttivo. In ciascuno di questi, si profilano bandi da emanarsi rispetto ai quali ciascun comune dovrebbe rimboccarsi le maniche e manifestare interesse a partecipare con propri progetti.
Ci sono due voci all’udir le quali rizza le orecchie Trani, che si trova da un anno e mezzo con evidenti problemi di messa in sicurezza e bonifica della propria discarica: arrivano 70 milioni per gli studi di fattibilità sugli interventi di bonifica e messa in sicurezza dei siti inquinati (in questo caso questa somma si aggiunge ai 108 milioni già presenti, per un totale di 178 milioni). Lo stesso dicasi per gli ulteriori 60 milioni previsti nell'ambito degli studi di fattibilità per la messa in sicurezza delle discariche e realizzazione di impianti di valorizzazione del rifiuto, raccolta differenziata ed avvio al riciclo: anche in questo caso c'è uno stanziamento già presente di 155 milioni, così che si sale a 215.
Ulteriori 100 milioni (rispetto ai 272 già disponibili) arrivano per gli interventi di difesa del suolo e tutela delle coste, ed anche in questo caso i comuni costieri della Bat, Trani in primis, versano in situazioni, anche di profondo degrado, per le quali servirà attivarsi subito con gli adeguati progetti preliminari.

