In vista dell’inizio della raccolta differenziata, che partirà in data da destinarsi e definirsi, si spera a breve, il Comune vuole “istruire” i commercianti.
E all’appello dell’amministrazione, presente nelle persone di due funzionari, l’assessore all’ambiente Michele Di Gregorio e la consigliera comunale Anna Maria Barresi, ha risposto la Confcommercio di Trani, con il presidente Mino Acquaviva e gli iscritti all’associazione.
«Il vero problema è l’inciviltà delle persone», hanno commentato sia Di Gregorio, sia alcuni commercianti che hanno posto i bidoncini all’interno dei loro locali, ma constatano effettivamente l’indifferenza dei clienti, che spesso non sanno che, ad esempio, i piatti di plastica sporchi o i cartoni unti di olio andrebbero gettati tra i rifiuti indifferenziati. Alcuni di loro hanno chiesto che gli imballaggi in cartone vengano raccolti più spesso.
E allora dobbiamo ribadirlo, anche se, a dire il vero, i commercianti sembravano abbastanza istruiti. Innanzitutto ognuno di loro sarà “proprietario” dei bidoncini, quindi si occuperà della pulizia degli stessi e ne avrà la custodia per mezzo di una chiave. È stato spiegato poi ai commercianti quali imballaggi sono conferibili e quali no, sia per quanto riguarda il vetro, che la carta, il cartone, gli imballaggi in plastica e metallo, il secco residuo e la frazione umida.
Non tutti sanno, ad esempio, che i farmaci non vanno gettati nell’indifferenziato. O l’olio esausto, anche quello usato per la frittura, non va assolutamente gettato nel lavandino.
Possibile che un comune di più di 50mila abitanti nel 2016 debba ancora stare a raccontare ai cittadini come si fa la raccolta differenziata? Sì, a Trani è possibile. Un cittadino presente all’incontro, andriese, ha detto: «Ad Andria queste cose già le facciamo. In pochi giorni sono spariti i bidoni». Questo dovrebbe essere da esempio a chi vuole vedere solo al proprio campanile.
Federica G. Porcelli



