Piercamillo Davigo? «Un campione della legalità che continua a testimoniare, ogni giorno, il servizio pieno allo Stato».
Così Michele Ruggiero, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Trani, prendendo parola nella manifestazione “Dalla criminalità alla legalità, il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie”, tenutasi al Polo museale, definisce il presidente dell’associazione nazionale magistrati.
Davigo in un’intervista rilasciata qualche settimana fa aveva usato parole dure nei confronti della nostra classe politica, dicendo: «I politici? Non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto. Dicono cose tipo: “Con i nostri soldi facciamo quello che ci pare”. Ma non sono soldi loro; sono dei contribuenti».
A Trani, Davigo dice: «Già il fatto che in Italia si parli sempre di legalità è un problema, perché la regola è che non si dovrebbe parlare del rispetto delle regole. E quando penso a indulti e condoni, se ne deduce che rispetta la legge è un cretino. L’articolo 2 della Costituzione è il fondamento di tutto: la Repubblica garantisce il rispetto dei diritti di tutti. La Repubblica non può compiere azioni contrarie ai diritti umani, e soltanto in Italia ci sono magistrati caduti: 27 fino ad oggi. Perché? Perché sicuramente chi li ha uccisi ha avuto sponde in apparati dello Stato». Parole dure, dunque, ancora nei confronti dello Stato.
«I beni confiscati? Gestirli comporta difficoltà enormi per tempi e competenze, ma questo non deve essere un motivo per rinunciare. L’articolo 2 della Costituzione resta la nostra guida, sempre» conclude.



