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Nuovi sogni in città: inaugurate altre “free little library” e “bibliopoint”. Tutte le info sul progetto nato a Trani

«Sorgono biblioteche in città». Potrebbe essere questo lo slogan dell’inaugurazione, avvenuta nei giorni scorsi, di tre “free little library”, tutte presso le scuole del III circolo didattico D’Annunzio (Rodari, Madre Teresa di Calcutta, papa Giovanni XXIII), e della bibliocity presso la farmacia Sant’Angelo (ieri sera).

I bambini hanno accolto con entusiasmo l’idea presso la scuola papa Giovanni XXIII, come ci ha scritto un’insegnante, Barbara Carpentieri, che ha aggiunto: «Un’occasione, dunque, di book-crossing, per mettere anche alla prova il nostro senso civico e per far crescere nei nostri bambini l’amore ed il rispetto per i libri. Per rendere speciale il momento Enzo Covelli ha voluto offrire a tutti gli alunni del plesso lo spettacolo Le avventure di Spazzolino a cura della Compagnia Aiello. Grande l’entusiasmo dei piccoli della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, che hanno interagito con i personaggi presentati,  a testimonianza del fatto che il teatro dei burattini riesce sempre a coinvolgere e rapire tutti, adulti e bambini, anche nell’era digitale».

Del progetto avevamo scritto nel n.6 de Il giornale di Trani dell’8 aprile 2016. Riportiamo l’articolo a cura di Federica G. Porcelli.

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Facilitare l’incontro con i libri, rendendolo gratuito e fruibile a tutti: da questa idea è partito il progetto “Bibliocity – Che i libri siano con voi”, vincitore del bando “Orizzonti solidali 2015” promosso dalla Fondazione Megamark. Per radicalizzare la fruibilità della lettura in tutte le zone della città i creatori del progetto, Elisa Mantoni ed Enzo Covelli, da febbraio fino a giugno istituiranno cinque bibliopoint dislocati in vari quartieri: uno nella zona nord di Trani (farmacia Manno); il secondo all’interno degli spazi della libreria Mondadori (quartiere Stadio); il terzo all’interno della farmacia Sant’Angelo, il quarto in centro (farmacia De Nicolo in corso Vittorio Emanuele). Il quinto bibliopoint è già presente a partire dall’anno scorso all’interno della libreria Miranfù. «In questi esercizi commerciali sarà possibile gratuitamente andare a prendere un libro e restituirlo nell’arco di venti giorni - ci dice Enzo Covelli -. Abbiamo stilato dei veri e propri contratti con i titolari degli esercizi commerciali: loro ci hanno dato la propria disponibilità di tempo e spazio all’interno dei locali prendendosi il fastidio di offrire un servizio alla collettività e alla loro comunità di riferimento. Abbiamo fornito ad ogni esercizio commerciale una scaffalatura, i libri e un software gestionale che permettesse di gestire il carico e scarico dei libri oltre che la modulistica quindi le tessere ed i moduli di iscrizione al servizio della biblioteca» prosegue Covelli.

La seconda parte del progetto prevede l’installazione delle “little free library”, piccole biblioteche libere, all’interno delle scuole: «Sono delle cassettine in legno create dall’artista tranese Antonio Cellamare che installiamo nelle scuole affinché i bambini possano scambiarsi i libri. L’idea è nata in America ed il motto è “Prendi un libro, dona un libro”: portando un libro da casa, i bambini possono in autonomia scambiare il libro con un altro. Se tutti si attengono a questa regola, il numero dei libri nella cassettina resta invariato e si avvia un circolo virtuoso» spiega Covelli. La piccola biblioteca è un bene comune del quale il bambino deve sapersi prendere cura. Sinora non sono capitati episodi di vandalismo perché le scuole sono un luogo protetto, ma «c’è un modo più subdolo per non rispettare questo bene: se io scambio un libro, devo scambiarne uno che mi è piaciuto, quindi uno bello. Se qualcuno cominciasse a fare il furbo portando da casa un libro in cattive condizioni o del quale si vuole liberare, nel giro di pochissimo tempo la piccola biblioteca si riempirebbe di libri che nessuno vorrebbe prendere. Questo è quello che abbiamo chiesto alle maestre: di vigilare sul valore del dono» ha detto Covelli.

Tutti i circoli didattici di Trani sono coinvolti nel progetto, ognuno con due biblioteche. A febbraio, è stata la volta del Petronelli, a marzo del De Amicis. Ogni mese sono previste due inaugurazioni: una free little library ed un bibliopoint. «La scuola però è già un’attività educante per antonomasia, quindi per noi il cuore del progetto è attivare le periferie» ci dice Covelli.

Il progetto si concluderà con una «scommessa»: l’installazione dell’ultima “little free library” all’interno della villa: «Siamo curiosi di vedere come andrà a finire, come risponderà la città. Siamo preparati al peggio ma è una scommessa che vogliamo fare perché il territorio cresce anche dando fiducia e facendo delle scommesse azzardate. Ci piace l’idea che nella villa comunale, il nostro unico parco cittadino e il più vissuto dai tranesi, il più frequentato dai bambini, ci sia una piccola biblioteca libera dove i bambini possono temporaneamente prendere un libro e rimetterlo al posto». Il progetto terminerà a giugno.

E siccome le idee belle nascono e crescono insieme, è stato importante per il progetto mettere insieme le forze. Hanno infatti collaborato i quartieri, Città dell’infanzia, le scuole ma anche i cittadini che hanno regalato tanti libri. «Il progetto è nato dal basso, dalla società civile, perché riteniamo che la cultura debba essere alla portata di tutti». La squadra di Bibliocity è composta da Enzo, Elisa che si occupa della grafica e della comunicazione, Antonio, ma anche da Pasquale Verrigni che si occupa della rendicontazione e del monitoraggio, e soprattutto dal giovane Emanuele Raffaele, un ragazzo intraprendente che si occupa del software di gestione e aiuta Enzo a portare i libri e i sogni al loro interno contenuti in giro per la città.

Federica G. Porcelli


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