Ha un curriculum già molto lungo nonostante i suoi 24 anni Luigi Mascolo, il ragazzo di Trani che fa parte dell’unico team italiano che parteciperà a settembre alla diciannovesima convention della Mars society che si terrà a Washington.
La sua squadra si chiama Fato (First human approach to) Mars team, ed è composta anche da Gianluca Benedetti, Erik Garofalo, Francesco Marino e Dario Riccobono, tutti studenti all’ultimo anno della laurea magistrale in ingegneria spaziale astronautica del Politecnico di Torino. I ragazzi hanno partecipato ad un concorso, l’International Gemini Mars design competition, indetto dalla Mars society, una organizzazione senza scopo di lucro esistente già dal 1998 che ha l’obiettivo di promuovere l’esplorazione del “pianeta rosso”. Il concorso chiedeva di pianificare un sorvolo ravvicinato di Marte che partisse entro il 2024 e avesse due astronauti. Una missione sicura, fattibile, economica. La missione pensata da Luigi e dai suoi colleghi prevede il lancio di due astronauti e il loro ritorno, quindi non si atterrerà su Marte ma sarà previsto un flybly, un passaggio ravvicinato, e dovrebbe partire nel luglio del 2020.
Nato e vissuto a Trani fino al conseguimento del diploma, con il massimo dei voti, al liceo classico De Sanctis, laureato in ingegneria aereospaziale al Politecnico di Torino, con perfezionamento in ingegneria aereospaziale e astronautica, Luigi Mascolo è un giovane brillante, le cui pagine del curriculum sono sicuramente destinate ad allungarsi: «Essendo un cittadino di Trani, sono fiero di avervi le mie radici. Questa città di mare mi ha portato a crescere e pensare “ingegneristicamente”». Luigi è anche amico di un altro giovane ingegnere di Trani, Nicola Scarpelli, del quale avevamo scritto.
Auguriamo a Gianluca, Erik, Francesco, Dario e Luigi, che ci hanno spiegato con pazienza il loro progetto nonostante la nostra poca dimestichezza con l’argomento, che la loro missione vada in porto. Ma già da ora possiamo dirci orgogliosi delle menti eccelse tranesi ed italiane che, nonostante tutto, vanno avanti con le loro idee.
Federica G. Porcelli

