«Avviare le procedure per la chiusura definitiva della discarica comunale». Lo richiedono formalmente i consiglieri comunali di minoranza Cataldo Procacci e Mariagrazia Cinquepalmi (Trani a capo), Luisa Di Lernia ed Antonella Papagni (M5s) in una mozione, ai sensi del regolamento consiliare, che sarà discussa nella seduta del consiglio comunale convocata per oggi, lunedì 23 maggio. Fra i sette punti all'ordine del giorno, anche questo provvedimento strettamente legato alle sorti dell’impianto di contrada Puro vecchio, per definirne il destino senza “se” e senza “ma”.
La discarica è chiusa dal 5 settembre 2014, ad aprile 2015 la Regione ne ha revocato l'Autorizzazione integrata ambientale, mentre il 15 gennaio 2015 era stata sottoposta a sequestro penale per presunto disastro ambientale. «Tutto questo nasce dalla perforazione della membrana di protezione nel lotto 3 – richiamano i consiglieri -, derivante dalla non corretta captazione del biogas, che ha determinato la dispersione di percolato nella falda acquifera. Le prescrizioni imposte dalla magistratura penale per la messa in sicurezza non sono state ancora adottate - scrivono i quattro consiglieri – ed il disastro ambientale persiste, atteso che le rilevazioni dei valori di tossicità dell'ambiente circostante la discarica attestano la presenza di alte concentrazioni di elementi tossici nella falda acquifera. La situazione – si legge ancora nella mozione - è aggravata dalla mancanza di interventi e dalle frequenti piogge dei mesi invernali che, in totale assenza di copertura, aumentano il percolato in discarica e, di conseguenza, l'infiltrazione nell'ambiente di metalli pesanti quali arsenico, ferro, nichel e manganese».
Secondo i firmatari della mozione, «il Comune di Trani non è nella condizione economica di procedere alle opere di messa in sicurezza della discarica, se non attraverso i fondi del post esercizio, utilizzabili solo con la chiusura definitiva». A sostegno della loro tesi, Procacci, Cinquepalmi, Di Lernia e Papagni allegano alla mozione una relazione tecnica, firmata dal geologo Francesco Bartucci, che traccia la storia della discarica di Trani incrociandola con le criticità progressivamente sopraggiunte, fino all’incidente che ne ha determinato, ormai da un anno e mezzo, la sospensione dell’attività.
Quanto la maggioranza possa convergere sul provvedimento è difficile ipotizzarlo. È anche vero che il sindaco, Amedeo Bottaro, durante l’ultimo consiglio comunale, in cui si è votata al ricapitalizzazione di Amiu, tirato per la giacca da più parti ha dichiarato che «non sarà possibile riaprire la discarica, ma ne faremo il polo impiantistico di tutta la provincia, in cui chiudere l’intero ciclo dei rifiuti nella Bat». Peraltro, il progetto di attivare un discarica di soccorso nel lotto 2 bis, già esistente ma non utilizzato, in cui trasferire parte dei rifiuti da sbancarsi dal lotto 3, apre lo spazio a perplessità, ma anche l’assessore all’ambiente, Miche di Gregorio, ha pubblicamente chiarito che «la discarica è chiusa. Si abbia la compiacenza di riconoscere all’amministrazione che ci stiamo adoperando in una situazione di disastro totale e che, su questa vicenda, c’è la massima condivisione possibile nell’interesse della città».


