«Il Comune di Trani non ha nulla che possa lontanamente chiamarsi “Piano comunale delle coste”. In assenza, non può offrire tratti di spiaggia pubblica senza osservare in maniera concreta le norme che regolano la materia del demanio marittimo». Questa, e molte altre censure, sono contenute all'interno di un’interrogazione a risposta scritta che i consiglieri della lista Conservatori e riformisti, Antonio Florio, Raffaella Merra e Nicola Lapi, hanno trasmesso al sindaco, Amedeo Bottaro, ed all’assessore al demanio, Raffaella Bologna.
L’iniziativa consiliare punta ad esprimere tutte le perplessità in merito all'imminente assegnazione di quattro lotti del litorale cittadino (Marechiaro, Baia del pescatore, Mongelli, seconda spiaggia-Matinelle) per farne delle “spiagge libere con servizi”, così come definite nelle norme tecniche di attuazione ed indirizzi generali del Piano regionale delle coste per la redazione dei piani comunali costieri. Il Comune di Trani ha bandito una gara per l'assegnazione delle quattro spiagge libere, affidando per il momento in via provvisoria i servizi ad altrettanti soggetti nelle more della conclusione del processo di formazione ed approvazione del Piano comunale delle coste. Degli spazi oggetto di concessione, il 60 per cento dovrà restare totalmente libero, il 40 con servizi a pagamento.
Ciononostante, secondo i consiglieri comunali della ex Lista Florio, «la normativa regionale esclude il rilascio di concessioni demaniali con profondità inferiore a 15 metri, e la spiaggia libera con servizi del lido Mongelli non sembra abbia una profondità adeguata. Solo il Piano comunale costiero può prevedere una profondità diversa, ma il Comune manca del piano costiero e l'incarico di redigerlo non può essere ritenuto una sostituzione del provvedimento di competenza del Consiglio comunale. Pertanto – concludono i consiglieri -, in mancanza di aree demaniali con finalità turistiche quali spiagge libere con servizi, previste da parte del Piano comunale delle coste, non è possibile rilasciare concessioni demaniali».
Ed ancora, secondo a Florio Lapi e Merra, «il bando prevedeva la realizzazione di spiagge libere senza le opportune informazioni utili ad individuare i lotti in cui poter installare le attrezzature e quelli da lasciare liberi». A giudizio dei tre consiglieri, quindi, «l'assegnazione provvisoria di alcuni tratti di spiaggia del litorale tranese si rivelerà, in questo modo, un clamoroso insuccesso».

