«Settecentomila euro andati in fumo, anzi mai arrivati». «Non è vero e, in ogni caso, i servizi sono stati erogati». È botta e risposta fra sindacati ed amministrazione comunale sui fondi del primo riparto del Piano d’azione per la coesione, che fanno riferimento al Piano di zona Trani-Bisceglie. A detta dei segretari provinciali della triade, rispettivamente Gigi Antonucci (Cgil), Emilio Di Conza (Cisl) e Vincenzo Posa (Uil), «si sono persi 700mil euro destinati a finanziare importanti servizi sia per l’infanzia (asili nido pubblici o convenzionati, servizi integrativi e innovativi), sia per gli anziani non autosufficienti (ampliamento dell’offerta complessiva dei servizi domiciliari)».
La replica di Palazzo di città (Trani è capofila dell’ambito che comprende Bisceglie) è in una nota stampa delle aree interessate in cui, «al fine di evitare inutili e fuorvianti allarmismi nella popolazione ed ingenerare polemiche strumentali», si spiega che «i servizi per la popolazione anziana dell’Ambito territoriale Trani-Bisceglie sono stati tutti regolarmente erogati. L’ambito ha già da tempo esperito, attraverso la Stazione unica appaltante della Provincia, la gara per i servizi di assistenza domiciliare e per quella integrata. Tuttavia, l’esito del bando è stato impugnato presso il Tar Puglia, la decisione del tribunale amministrativo è stata pronunciata il 4 maggio scorso, ma non ne è tuttora noto il contenuto del dispositivo. Ciononostante l’ambito non ha mai interrotto le prestazioni in favore della popolazione anziana».
Per quanto riguarda il Pac infanzia, invece, l’ente precisa che «tutte le domande pervenute sono state accolte o, comunque, sarà completata l'istruttoria nei prossimi giorni. Altri possibili servizi previsti con il Pac infanzia sono stati compromessi in ragione dell’entrata in vigore della riforma sull’armonizzazione contabile. Le somme del Pac sono confluite nell’avanzo vincolato e un loro utilizzo prima dell’approvazione del bilancio previsionale 2016 avrebbe potuto comportare pericolosi squilibri. Analoghe difficoltà sono state riscontrate in quasi tutti gli ambiti di zona. Lo conferma il fatto che, addirittura, anche la stessa Anci è intervenuta sull’argomento in maniera decisa. Per le somme bloccate e non utilizzate, l’amministrazione si sta comunque attivando nelle opportune sedi per individuare soluzioni di recupero dei fondi con modalità di gestione differenti».

