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Modifiche a San Magno approvate nel consiglio comunale di Trani. Si perde metà del verde. Briguglio: «Stiamo togliendo ai ricchi per dare ai poveri», Bottaro: «Ha scelto il quartiere»

Quarto punto all’ordine del giorno di questo consiglio comunale è l’approvazione delle modificazioni alle prescrizioni edilizie in merito al nuovo complesso parrocchiale di san Magno, come spiega il dirigente dell’area tecnica, Gianrodolfo Di Bari.

Luigi Cirillo (Prima di tutto Trani) chiede che sia prevista una rotatoria per snellire il traffico in quella zona.

Antonella Papagni (M5stelle) esplica i dubbi dei quali aveva già scritto in una nota, aggiungendo: «Avremmo voluto discutere di come si apprezza il verde».

Anna Maria Barresi (Più Trani): «È l’intero quartiere che ci chiede una nuova chiesa. Si porterà a termine oggi un atto di senso civico nei confronti di quei cittadini. Volevo segnalare al sindaco anche la presenza del rudere vicino San Magno (l’ex asilo nido): riconvertiamolo».

Raimondo Lima (Fdi – An): «Faccio un plauso a don Dino, perché grazie a lui il quartiere ha preso vita. Leggevo di questi 300mq della casa canonica: effettivamente sono tanti. Sembra una dependance del cardinal Bertone».

Leo Amoruso (Pd): «Avrei rpeferito dello spazio destinato alle attività sportive. È vero che si è rinunciato a una ampia zona verde in favore del sagrato, che sicuramente sarà utile alla comunità. Condivido l’idea di Cirillo. Vorrei che la chiesa abbia la stessa cura nei nostri confronti: spesso ci troviamo a chiedere disponibilità di immobili della curia e ci troviamo di fronte a rifiuti. Voterò comunque favorevolmente».

Michele Lops (Più Trani): «Questa area è per aree di urbanizzazione secondaria. L’amministrazione Avantario e la Tarantini avevano imposto nelle zone di espansione la monetizzazione. Noi possiamo fregiarci di avere una opera in un quartiere degradato. Vediamo un terreno incolto. Voterò favorevolmente».

Nicola Ventura (Pd): «Il progetto risponde a un bisogno di un quartiere che ha ancora ampie zone di espansione». Anche Ventura anticipa voto favorevole.

Marina Nenna (Pd): «Intervengo come abitante del quartiere Stadio, dimenticato da tutte le amministrazioni. Anche io nutro perplessità per quanto riguarda la riduzione degli spazi verdi. C’è anche da rivedere il mercato settimanale. Ne parlo sempre come componente della comunità».

Luisa Di Lernia (M5stelle): «Oggi dobbiamo dire che stiamo votando delle modifiche al piano regolatore, quindi se la nostra espressione di voto sarà contraria non lo sarà per la chiesa, ma per il progetto, che sarebbe potuto essere pensato in maniera diversa, e poi per dare un valore al cemento».

Mimmo De Laurentis (Pd): «La comunità avrà giovamento dalla realizzazione di questa chiesa, ma parliamo delle problematiche del quartiere. Quel quartiere non riceve le dovute attenzioni. Pensiamo al passaggio a livello e a quella zona alle spalle della stazione dove potrebbe essere ubicato un parcheggio, e che è di proprietà della ferrovia. Quindi in quello spazio potremmo recuperare il verde del quale quel quartiere è carente. Questo il mio invito all’amministrazione». Successivamente, il capogruppo del Pd ha preannunciato voto favorevole del suo partito.

Domenico Briguglio: «Credo che questo sia un progetto che questa assise dovrebbe avere la responsabilità di votare all’unanimità. Abbiamo rubato ai ricchi per dare ai poveri, come dice la chiesa. Quando i provvedimenti sono nuovi e sani, dobbiamo votarli».

Replica di Gianrodolfo Di Bari, dirigente dell’area tecnica: «Ho cercato di porre attenzione sugli spazi pubblici. La proposta originaria lasciava nel limbo la larghezza dei marciapiedi, abbiamo cercato di fare chiarezza. Abbiamo chiesto al progettista di pensare ad una rotatoria, e egli ha pensato di inserire una mini rotatoria così come previsto dalle normative vigenti. Per quanto riguarda la casa canonica, i 300mq sono la tabella parametrica di riferimento. Non entriamo nel merito di questi parametri e quindi delle scelte interne della parrocchia». Per quanto concerne i diritti dei terzi, «allo stato attuale non si modificano i limiti inderogabili previsti dalla normativa urbanistica. Noi non abbiamo scomodato nemmeno l’istituto della deroga previsto dal nostro Pug. Non abbiamo una variante di Pug: è il Pug che ci dice che per i centri parrocchiali se si rispettano certe norme si può proseguire».

Così le dichiarazioni di voto.

Pasquale de Toma (Fi): «Preannuncio voto favorevole. San Magno è una chiesa della quale il quartiere ha bisogno».

Anna Maria Barresi (Più Trani): «Voto favorevole ma vorrei chiarimenti in merito all’area verde».

Beppe Corrado: «Stiamo dando seguito al Pue approvato qualche anno fa. Il consiglio comunale già si era espresso nel voler erigere un luogo di culto. È arrivato il momento di  fare una variante del Pug: se abbiamo la possibilità di creare una chiesa lì, dobbiamo dirlo grazie al Pug del 2009. Il Pug è stato masticato dagli addetti ai lavori e oggi va adeguato e reso più operativo alle esigenze della città. Lo sto chiedendo già da tempo». Favorevole anche Raimondo Lima.

Carlo Laurora: «Voterò favorevolmente. Morfologicamente quel terreno non poteva che produrre quell’insediamento. La struttura porterà un beneficio sociale».

Conclude il sindaco Amedeo Bottaro: «Non posso che essere favorevole, essendo una proposta che proviene dal sottoscritto. Rispondo al consigliere Barresi, dicendo che in realtà la proposta dell’amministrazione si muove in linea con le esigenze che vengono dal territorio, come è giusto che faccia un’amministrazione. Il progetto di quella chiesa è stato ampliamente discusso da tutto il comitato parrocchiale unitamente al comitato di quartiere quindi non è una richiesta che ci proviene da un parroco piuttosto che dai parrocchiani, ma da una comunità intera che tempo addietro l’ha discussa. L’amministrazione non fa altro che recepire le istanze che provengono dal territorio. Ci muoveremo in stessa maniera per il rudere. Il quartiere sarà chiamato a prendere una decisione su quell’area partendo da alcuni presupposti certi maturati. Non può venire alcuna scuola perché non ci sono i presupposti per creare lì un insediamento, perché quell’area non ha i volumi per realizzarla. Quel rudere andrà demolito. Il recupero è troppo oneroso. Non escludo che possa essere un’area verde. Voglio condividere l’idea con il quartiere».

Con 23 favorevoli e 2 contrari (Antonella Papagni e Luisa Di Lernia), la mozione passa. Assenti Antonio Florio, Emanuele Tomasicchio, Tommaso Laurora, Luciana Capone, Francesco Laurora, Nicola Lapi, Aldo Procacci, Maria Grazia Cinquepalmi.

Il quinto punto all'ordine del giorno viene ritirato, fa sapere l'assessore Debora Ciliento per delega di Felice di Lernia, assente, «per ulteriori approfondimenti». Per quanto riguarda il sesto punto, Procacci (Trani a capo) ha detto: «Chiedo il ritiro perché non c'è un allegato citato in delibera». Il presidente del consiglio Ferrante, fatte le dovute verifiche, dichiara il provvedimento ritirato: «L’amministrazione ritira il provvedimento e si propone di riportarlo appena completo».

Per quanto riguarda l’ordine aggiuntivo, nonché settimo punto, il capogruppo del Pd Mimmo De Laurentis (Pd) ha chiesto che venisse rinviato «perché questo argomento è stato inserito in ultimo e mancava di una serie di allegati che potessero chiarire relazioni sui lavori effettuati e quindi, per maggiore approfondimento, chiediamo che venga integrato». Il punto è stato rinviato con 15 voti favorevoli e 4 astenuti (Papagni, Tomasicchio, Ferrante, Di Lernia). Assenti Bottaro, Florio, C. Laurora, T. Laurora, Barresi, Tolomeo, Capone, Briguglio, Lapi, Corrado, De Toma, Lima, Procacci, Cinquepalmi.

La seduta è stata quindi sciolta alle 21.48.

Federica G. Porcelli


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