Aveva richiesto il pagamento di una somma di 44.000 euro, oltre interessi legali per spese e compensi a titolo di credito residuo maturato, per l'attività svolta come amministratore unico dell’Aigs srl. Il Comune di Trani, però, aveva però ritenuto di non accettare la proposta di conciliazione del giudice del Tribunale di Trani, che aveva definito una soluzione bonaria per 35.000 euro, accettata dalla controparte.
Così, nell’ulteriore definizione del contenzioso, Palazzo di città ha finito per soccombere e, pertanto, al dottor Roberto Claudio Mazzocca, commercialista e liquidatore uscente dell’azienda partecipata del Comune, oggi in liquidazione, andranno 67.200 euro. La somma, riconosciuta come debito fuori bilancio dal consiglio comunale dello scorso 14 marzo, è stata recentemente liquidata con determinazione del dirigente del settore contenzioso.
Paradossalmente, dunque, Aigs rischia di costare più da scatola vuota che da azienda in attività. Istituita nel 2003 come ramo d’azienda di Amet, con il nome di Amet iniziative e gestioni speciali, da lì a poco passò agli onori delle cronache per avere gestito i pagamenti degli artisti delle Estate tranesi 2005 e 2006. In quel secondo anno, però, il consiglio comunale ne aveva approvato l’acquisto da parte del Comune, al prezzo di 5mila euro. Nelle intenzioni dell’ente, Aigs sarebbe dovuta essere la nuova multiservizi comunale, ma le cose sarebbero andate diversamente nella misura in cui la giunta, ad ottobre dello stesso 2006, approvava una delibera con cui si restituivano ad Amet, Amiu ed allo stesso Comune servizi che l’Aigs aveva, e neanche in tutti i casi, temporaneamente svolto: dalla pulizia degli immobili comunali alla gestione economica del canile, per esempio. Motivo: la società non era ancora «dotata di struttura ed organico sufficienti e neanche di piano industriale».
A febbraio 2007 fu il commissario straordinario, Angelo Trovato, a liquidare l’azienda: «Aigs si qualifica – scrisse con i poteri del consiglio comunale - come una scatola vuota che presenta diversi indici di diseconomicità, per cui sussisterebbero profili di responsabilità amministrativa per i pubblici amministratori che persistano nel mantenerne la partecipazione». Mazzocca ne fu nominato liquidatore e detenne tale carica fino ad agosto 2009: gli subentrò il liquidatore tuttora in carica, Luigi Simone.
