Tranese, laureato a pieni voti, sempre sorridente, sensibilità ed intelligenza spiccate. Trentenne, amante dell'ambiente, tanto da essere stato attivista in molti progetti legati allo stesso. Amante, allo stesso modo, dell'atletica leggera, sport che lo ha visto gareggiare ed allenarsi costantemente e con passione, e della natura, quella stessa natura in cui Daniele Spallucci si è spento.
Il giovane è stato trovato morto, infatti, dopo l'allarme lanciato poiché risultava disperso dal pomeriggio di mercoledì scorso, sul Gran Sasso, nella zona di Campo Imperatore. Il corpo del giovane è stato ritrovato in località La Comba, a sud est del Corno grande, in fondo ad un dirupo.
Il recupero è stato attuato grazie all'intervento di squadre di terra, una cinofila giunta da Roma e personale della Topografia applicata al soccorso, squadra di specializzazione per la ricerca di persone attraverso la cartografia, con l'ausilio anche di elicotteri. Il tutto unitamente al supporto di Guardia di finanza e Corpo forestale.
Mentre la famiglia si è recata sul posto nella giornata di ieri, le cause del decesso sono ancora incerte, e nessuno si sbilancia in merito alle cause alla base della morte. Non si conosce, allo stato, quando il corpo del ragazzo rientrerà a Trani per le esequie: dipenderà dall’inchiesta inevitabilmente aperta sul caso dalla magistratura abruzzese.
Daniele non era equipaggiato, né tanto meno attrezzato. L'unica certezza è che, nelle vite di chi lo ha conosciuto e gli ha voluto bene, oltre ad un vuoto difficile da colmare, ha lasciato impressi il suo sorriso, gentilezza ed estrema educazione.
A maggior ragione per questi motivi, e conoscendone anche i familiari, la città ha accolto con tangibile dolore la tragica notizia.

