La più antica sinagoga d'Europa ed una comunità che a Trani si insediò fin dall'anno mille. Basterebbero questi elementi per dare corpo alla piacevole sensazione, frammista a stupore, che l'ambasciatore dello Stato d'Israele presso la Santa Sede, Zion Evrony, in visita istituzionale e privata in Puglia, ha condiviso con la sezione di Trani della Comunità ebraica di Napoli, presso la sinagoga Scolanova.
È stata la prima volta che un alto rappresentante dello Stato di Israele ha incontrato ufficialmente la comunità locale e lo ha fatto, come dicevamo, presso la sinagoga Scolanova, dove la sezione di Trani della Comunità ebraica di Napoli officia regolarmente il culto. La visita in città è proseguita alla vecchia Scola grande, in via La Giudea, oggi museo ebraico Sant'Anna, gestito dalla Fondazione Seca nell’ambito del Polo museale di Trani.
Così come a Trani il dialogo interreligioso è una realtà sempre più consolidata, con la costruttiva convivenza, in particolare, tra la Chiesa cattolica e quella ebraica, allo stesso modo l'ospite della città ha confermato che, «prima grazie a Papa Giovanni Paolo II e, adesso, con Francesco, i rapporti con la Santa Sede sono diventati davvero ottimi. Papa Francesco – ha aggiunto Zion Evrony - è un grande amico del popolo ebraico».
Di certo, la presenza di un’alta carica diplomatica dello Stato d'Israele conferma il rafforzamento del nuovo insediamento della comunità ebraica a Trani, in cui ha fatto ritorno dal 2004. E la città, ormai, è la capofila della cultura anche e soprattutto grazie all'organizzazione sempre più puntuale di Lech Lechà, la settimana di cultura ebraica che coinvolge esperti ed appassionati di tutta Italia, e non solo, portando nel nostro territorio nuove e sempre più raffinate esperienze e conoscenze.






