Nei sedici centri antiviolenza in Puglia, nel 2014 ci sono stati 1500 accessi di donne vittime di violenza. La cifra è poco superiore a quella registrata nel 2013. Un dato assolutamente sottostimato perché sconta un sommerso che è immaginabile di grandezze ben superiori.
A darne notizia, l’assessore regionale alle pari opportunità Salvatore Negro: «Le quotidiane notizie di cronaca ci mettono di fronte alla drammaticità della violenza sulle donne che troppo spesso culmina nel femminicidio. Nonostante la capillarità dei centri antiviolenza sul territorio pugliese, siamo consapevoli che occorre intensificare gli sforzi per arginare e combattere il fenomeno. Per questo chiediamo al Governo l’attuazione del Piano nazionale antiviolenza per poter consolidare e dare continuità alle azioni messe in campo dalla Regione Puglia».
Negro sottolinea l’importanza degli aspetti culturali del problema: «Il Governo regionale pugliese è in prima fila nello scenario nazionale a sostegno dei centri antiviolenza per la realizzazione di attività di prevenzione, sensibilizzazione e informazione. Quello che preoccupa maggiormente è che le donne subiscono violenza soprattutto nel contesto domestico e delle relazioni intime. Di fronte a questi dati che testimoniano un fenomeno in crescita, occorre mettere in campo ogni azione utile che serva non solo ad arginare e contrastare il fenomeno, ma anche a invertire la tendenza culturale».

