Il Piano di riordino ospedaliero, presentato circa due mesi fa, prevedeva il riassetto della rete ospedaliera pugliese, con la “scomparsa” di alcuni ospedali, tra cui quello di Trani.
“Questi ospedali non saranno chiusi”, si affrettarono a ribadirci dalla Regione, “ma riconvertiti, con una delibera ad hoc, in Ospedali Territoriali”, magnificati come modelli di medicina innovativa e al passo con i tempi.
In quell’occasione, a fronte di alcune dichiarazioni tipo: “Cambierà in meglio”, alcuni titoli giornalistici riportavano: “Possiamo fidarci?”
Così chiedevo come mai l’ospedale di Trani, che sulla carta è già stato riconvertito in Ospedale Territoriale, dovesse riconvertirsi nuovamente e perché non dare se mai seguito ed attuazione a proposte come quelle presentate il giorno 8 maggio 2013, nella sala conferenze del nostro ospedale, alla presenza dell’allora direttore generale della Asl Bt, dott. Giovanni Gorgoni, attualmente direttore del Dipartimento Promozione della Salute e dell’allora assessore regionale alle Politiche per la Salute, Elena Gentile, quando ciò che si proclamava era tutta un’altra storia?
Perché viene “dimenticata” quella proposta di riconversione in Ospedale Territoriale, un nuovo ed innovativo modello assistenziale che vedeva Trani al centro e al servizio dell’intera Bat? Ora non è più valida?
In quel documento si annunciavano programmi e progettualità che ora, a quanto pare, non sono più compatibili.
Si diceva che sarebbero rimaste attive le Unità di Medicina e Lungodegenza, Gastroenterologia, Radiologia, Pronto Soccorso, Laboratorio analisi, più altri importanti servizi di day hospital e day surgery territoriali.
Perché Trani, che doveva essere il “cuore pulsante” dell’assistenza territoriale, ora diventa periferia assoluta?
Ancora una volta Trani è stata presa in scarsa considerazione.
A tutte queste domande e alla nota di controproposta della Commissione Sanitaria voluta dal nostro sindaco, Amedeo Bottaro e consegnata in Regione dall’assessore regionale Mimmo Santorsola, non ci è stata fornita risposta.
Perché non investire sul nostro Ospedale Territoriale, che invece di arricchirsi di servizi, viene depauperato (nonostante le lunghe liste di attesa e i disagi per i cittadini) ?
E il Pronto Soccorso? Oltre al danno del nuovo Pronto Soccorso, non ancora inaugurato, dopo un importante investimento di denaro pubblico, la beffa del declassamento dello stesso a “Punto di Primo Intervento” e forse otterremo solo un’ ambulanza in più del 118, per tacitare la nostra indignazione.
Concludo con un appello al nostro sindaco, Amedeo Bottaro, a riunire la Commissione Sanitaria e a far valere con forza le ragioni del nostro dissenso alle decisioni che “ci pioveranno dall’alto”, come spesso accade, senza essere interpellati.
Carlo Avantario - Consigliere comunale Pd

