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Sistema Trani bis, oggi l'interrogatorio di garanzia di De Feudis. Il Gip: «Tutti tolleravano le sue condotte per quieto vivere»

Come già anticipato ieri, avrà luogo stamani, alle 9, l’interrogatorio di garanzia di Sergio De Feudis, il funzionario dell'Ufficio ragioneria del Comune di Trani che, da mercoledì scorso, è sottoposto alla misura cautelare in carcere nell'ambito dell'indagine, confluita in quella madre cosiddetta “Sistema Trani”, per la quale, sempre mercoledì scorso, la Procura di Trani ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini a venti persone. Per De Feudis si sono chieste e confermate le esigenze cautelari, mentre per gli altri tre indagati nel nuovo filone dell'inchiesta, (l’ex dirigente Antonio Modugno, l’ex presidente della Vigilanza notturna, Vincenzo Giachetti, ed il responsabile dell’Ufficio appalti, Edoardo Savoiardo), il Gip ha ritenuto di non accogliere l’analoga richiesta formulata dal pubblico ministero, Michele Ruggiero.

De Feudis, difeso degli avvocati Claudio Papagno e Vincenzo Desiderio, chiederà la conversione della misura cautelare ai domiciliari, puntando a dimostrare la presunta infondatezza di molte delle accuse mosse nei suoi confronti, frutto di dichiarazioni rese in interrogatorio da parte di numerosi soggetti che la difesa ritiene ragionevolmente confutabili. E si cercherà anche di confutare le conclusioni cui la Procura è giunta sulle presunte alterazioni del sistema contabile dell'Area finanziaria, che avrebbe consentito liquidazioni con importi superiori rispetto alle capienza dei rispettivi capitoli.

Tutto questo, però, andrà contrapposto alla ferma convinzione, da parte del Giudice delle indagini preliminari, Francesco Messina, circa il ruolo esercitato da Sergio De Feudis all'interno della struttura amministrativa tranese, «che costituiva una verosimile posizione di potere e condizionamento di altre persone – sostiene il magistrato -. Le alterazioni contabili, la gestione personalistica del proprio ruolo amministrativo e gli anomali rapporti con i titolari delle cooperative ed i dipendenti in esse occupati, lo spregiudicato tentativo di inserirsi nelle scelte amministrative di tipo più squisitamente politico costituiscono – a detta di Messina - tutti elementi giustificativi dell’esigenza cautelare. Quelle di De Feudis sono condotte, anche verbali, logicamente riconducibili alla forte contrapposizione a tutto ciò che possa apparire come un pericoloso cambiamento di riti e prassi oscure, personali e sedimentate nel tempo, e tutto ciò è accaduto – scrive il Gip richiamando un passaggio dell’interrogatorio reso dal segretario generale uscente, Maria Angela Ettorre, in assenza di contrasto da parte degli altri dipendenti amministrativi, che hanno tollerato la situazione per incapacità tecniche, demotivazione o un anomalo concetto di “quieto vivere” rendendola così sempre più radicata e apparentemente, immutabile».


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