«Sì, Bottaro dovrebbe dimettersi, ma non per l’arresto di De Feudis, ma perché, in un anno, non è stato in grado di mantenere alcuna delle promesse fatte, non ha risolto alcuno dei problemi ereditati e, anzi, in alcuni casi ha contribuito ad aggravarli».
Così il portavoce di Trani a capo, Antonio Procacci, che sulla nuova bufera giudiziaria che ha colpito il Comune si limita a dire che «ormai non ci sorprende più nulla, anche se non siamo di quelli che cavalcano le iniziative giudiziarie, anzi preferiamo essere prudenti, come già facemmo quando arrestarono Riserbato ed altri. De Feudis ha il diritto di difendersi e, ci auguriamo per lui, dimostrare la sua estraneità ai fatti. D’altro canto, però, auspichiamo che prima o poi queste inchieste arrivino a processo e venga fatta chiarezza su quello che è accaduto negli ultimi anni a Palazzo di città».
Ciò premesso, Trani a capo si sofferma sul dato politico: «Il sindaco non può restarsene con le mani in mano ed attendere il lavoro dei magistrati. Bisogna capire con esattezza quello che è successo – afferma l’ex candidato sindaco -, perché il meccanismo della presunta truffa non ci è molto chiaro, e bisogna capire anche se, e quanto, i bilanci approvati negli ultimi anni siano da considerarsi, a questo punto, veri o falsi. Stesso discorso sul bilancio di prossima approvazione». Per questa ragione, Procacci chiede l’istituzione di una commissione d’indagine, «prevista peraltro dal regolamento – fa notare -, che svolga un lavoro parallelo rispetto a quello della magistratura. Infatti, non si può delegare tutto ai giudici, ma amministrazione e consiglio comunale devono assumersi la responsabilità di accertare quanto accaduto e, eventualmente, segnalare altre responsabilità».
Procacci, peraltro, non manca di dire la sua sulle dichiarazioni rese dal sindaco al Gip, a luglio del 2015, in particolare il giudizio su De Feudis, definita “persona ambigua e chiacchierata”: «Se Bottaro pensava questo di De Feudis, perché ha deciso di imbarcarlo a bordo della sua coalizione? In campagna elettorale vale tutto? La storiella che la sua candidata era la moglie di De Feudis non regge: lo sanno anche le pietre – scrive Procacci - che ai tavoli politici si è sempre seduto lui. Tutti, anche i puritani del centrosinistra, si sono seduti con lui. Anzi, in verità, bisognerebbe dire che tutti, ma proprio tutti, si sono seduti al tavolo delle trattative con De Feudis negli ultimi quindici anni: destra, centrodestra, centro, centrosinistra, sinistra. Tutti. Sindaco compreso, che pensava di De Feudis quello che abbiamo letto oggi sui giornali, ma l’ha lasciato per un anno in quell’ufficio, venendo meno, peraltro, ad una delle sue mille promesse sulla riorganizzazione della macchina amministrativa. Dal punto di vista politico, però, si abbia la decenza di stare zitti. Tutti».

