«Venerdì scorso abbiamo gridato al miracolo, ma, sistemata l’emergenza, quale il futuro di quel rudere?». Lo chiede Rosanna Nenna, presidente del comitato di quartiere Pozzo piano, all’esito della bonifica di parte dell’area che si trova oltre il cancello che, di fatto, interrompe bruscamente corso Don Luigi Sturzo.
A farla compiere, il proprietario del terreno, anche ottemperando all’ordinanza antincendi, che dispone la rimozione di sterpaglie entro il 15 giugno. Ma quel luogo era rimasto totalmente inaccessibile ed incolto per decenni e pertanto, a maggior ragione, ci si chiede cosa abbia mosso l’intervento ed in quale direzione si vada adesso.
La struttura è situata tra via Tolomeo e corso Sturzo, nei pressi della scuola dell’infanzia “Fabiano”. Fu edificata almeno trent’anni fa, ha un’estensione di circa 300 metri quadrati, ma non è mai entrata in attività: risultato, oggi è un rudere fatiscente, dimenticato perché la sede della Fabiano, rilasciata al Comune dal costruttore a scomputo di numerose edificazioni nella zona, nel frattempo diveniva a sua volta l’asilo del quartiere.
Ebbene, lo scorso 28 aprile il comitato presenta una richiesta di bonifica di quell’area e dell’asilo fantasma, per tutelare i residenti e garantire l’incolumità pubblica. «Lamiere taglienti, sterpaglie, ponteggi, materiali edili di risulta, rifiuti di ogni genere e tanti topi», è lo scenario che il comitato descrive.
Il 26 maggio arriva la risposta della Polizia locale: riscontro, sopralluogo, accertamento dello stato sia dello stato di abbandono, sia della proprietà comunale dell’edificio.
Il 9 giugno si recano sul luogo il sindaco, Amedeo Bottaro, e l’Amministratore unico di Amiu, Alessandro Guadagnuolo.. Il giorno seguente il proprietario del terreno antistante la struttura, a sue spese ripulisce tempestivamente il terreno antistante, ma non quella di proprietà e competenza comunale. «Adesso, quindi – scrive Nenna -, chiediamo l’immediata bonifica, messa in sicurezza e manutenzione della struttura pubblica, oltre a conoscere quali siano i progetti dell’amministrazione su quel “pezzo di città dimenticato».
Secondo quanto riferisce il comitato, peraltro, «il proprietario del terreno ha dato la piena disponibilità ad avviare un tavolo tecnico, confidandoci anche la volontà di cedere il terreno. Ne verrebbe fuori una strada parallela a via Bisceglie”, come già previsto dal Piano urbanistico generale, che snellirebbe la viabilità, soprattutto d’estate, e darebbe nuovo impulso alle attività della zona. Quanto all’edificio, il comitato avrebbe varie idee: «Demolirla e dare vita al parco di cui tutti i residenti sentono l’esigenza. Ma si potrebbe anche riconvertirlo in struttura polivalente, oppure in sede distaccata della Polizia locale».




