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Segni, sigilli, volumi e pergamene: si chiude oggi la mostra dei tesori dell'Archivio di Stato di Trani

Sigilli, volumi, pergamene. Questo e molto altro è in esposizione fino ad oggi, mercoledì 31 agosto, nella mostra, allestita presso l'Archivio di Stato di Trani, dal titolo «Segni e sigilli notarili nell’800. Il passaggio dal segno del tabellionato manuale al sigillo a stampa». Ad illustrarla, Luciana Maria Rosaria Attolico, archivista di Stato e responsabile della sezione di Trani.

«Questa mostra rivela uno spaccato della storia del nostro archivio e, in generale, dell'archivistica, poiché segna un passaggio storico notevole. Nel 1809 fu emanato un decreto, anch'esso esposto, da Gioacchino Murat, attraverso il quale veniva sostituito l'antico segno del tabellionato, tipico dei notai, identificativo di ogni soggetto della categoria, con il sigillo a stampo. Questo sigillo, al suo interno, portava lo stemma dei reali dell'epoca, da Napoleone a Ferdinando I, fino ai suoi successori, fino al 1860, quando, con l'unità d'Italia, lo stemma dell'imperatore venne sostituito con quello dei Savoia».

Ventisette volumi, in rappresentanza degli undici comuni facenti capo al distretto notarile di Trani. E, tra sigilli ed altri documenti che conservano la memoria dell'attività notarile a tranese e non solo, vi è anche una pergamena. «È un privilegio regio - continua la dottoressa Attolico - con il quale veniva data la possibilità, a chi sarebbe divenuto notaio, di esercitare la professione di giudice ai contratti, ovvero di garante della pubblica “fides” del notaio stesso, figura necessaria ai fini della validità del lavoro notarile dell'epoca».

Le opere, se da un lato risaltano per la loro antichità, dall’altra spiccano per la contemporanea disponibilità alla consultazione, frutto del minuzioso lavoro di manutenzione e restauro di quei testi: «Da archivisti – spiega il responsabile della struttura di Trani -, noi abbiamo il compito di conservare la tradizione notarile dopo essere trascorso un secolo. La produzione più recente, invece, è conservata dall'Archivio notarile distrettuale di Trani che, tra le altre cose, ha collaborato con noi per l'allestimento di questa mostra, mettendo a disposizione i sigilli autentici dei notai e immagini illustrative del palazzo Valenzano, attuale sede dell'Archivio di Stato insieme a quello notarile distrettuale. C'è da aggiungere che tra il 1790 ed il 1808, lo stesso è stato sede della Regia udienza provinciale di Terra di Bari e sede delle carceri criminali nella parte sottostante. Per questo è possibile definire questo palazzo un monumento».

Le opere presenti nell'archivio, come dicevamo, sono tutte consultabili, grazie al lavoro di restauratori e funzionari archivistici, unitamente a quello del resto di un team formato da undici unità  che operano in una realtà presente ormai dal 1856, e che resiste al tempo che passa. La mostra proseguirà fino al 31 agosto, dalle 9 alle 13, presso l’Archivio di Stato di Trani, in piazza Sacra regia udienza, in conformità all’iniziativa promossa dal Ministero dei beni ed attività culturali e turismo.

La storia dell'istituto archivistico tranese si intreccia indissolubilmente con quella del complesso monumentale, denominato "Palazzo Valenzano", che lo ospita da oltre centocinquanta anni. L'immobile, risalente al 1762, fu acquistato dal Governo borbonico nel 1790 e destinato a sede della Sacra regia udienza provinciale e del carcere criminale.

Nel 1818, re Ferdinando I, con legge organica sugli archivi, istituì nella città di Trani l'Archivio suppletorio di Terra di Bari, che cominciò a funzionare solo nel 1856. Attualmente l'immobile è sede dell'Archivio notarile distrettuale e della sezione di Archivio di Stato.

La struttura di Trani conserva una preziosa documentazione giudiziaria a partire dal XVII secolo, costituita dalle Carte amministrative e giudiziarie della Sacra regia udienza, nonché gli archivi degli uffici giudiziari preunitari e postunitari, gli atti notarili e tutti gli altri archivi delle amministrazioni statali e di enti pubblici pervenuti rispettivamente per regolare versamento o per deposito. Il cospicuo materiale, circa 61.000 pezzi archivistici, è conservato in oltre sette chilometri di scaffalatura, di cui una parte compattata.

Palazzo Valenzano si trova in piazza Sacra regia udienza e, proprio in corrispondenza del suo ingresso, si determina la strettoia dalla quale, agli occhi dell’incantato visitatore, quasi a sorpresa, sbuca la maestosa bellezza del campanile della cattedrale di Trani, prossima alla sede della storica istituzione statale.


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