Il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione, annuale e pluriennale, con 19 voti favorevili, 6 contrari e 8 assenti.
Secondo Francesca Zitoli, consigliere di maggioranza della Lista Emiliano, «il nuovo bilancio esprime pienamente il lavoro che si sta compiendo per il risanamento dei conti del Comune, e ne apprezziamo lo slancio sui servizi sociali. L’unico dubbio è per i 28 milioni previsti per il project financing, che potrebbero trasformarsi in un pesantissimo debito fuori bilancio se, da subito, non si chiarisce cosa farne».
Critiche da Luisa Di Lernia (M5s), con riferimento alle diffide ricevute dalla Prefettura sia sul rendiconto, sia sulla manovra. «E non è possibile, inoltre prevedere le tariffe della Tari senza avere ancora approvato il Piano economico finanziario ed il contratto di servizio per il 2016».
Sulla stessa falsariga Mariagrazia Cinquepalmi (Trani a capo), per la quale«i numeri dicono chiaramente, anche, che la Tari aumenterà, a dispetto dell’impegno che aveva assunto il sindaco. E ci spaventano i due grossi debiti fuori bilancio rilevati dal dirigente dell’Area urbanistica, sebbene affermi che non siano certi». Infine, «si continuano a non riscuotere canoni di locazione per centinaia di migliaia di euro, ed il piano delle valorizzazioni neanche riporta le posizioni pendenti».
Emanuele Tomasicchio, preannunciando il voto contrario, ha chiesto chiarimenti su una circostanza, in particolare: «Il 30 maggio 2016 la giunta ha approvato un’integrazione del bilancio, ma non mi pare vi sia un parere dei revisori dei conti, il cui parere porta, a penna, la data del 1mo luglio, circostanza alquanto improbabile».
Le dichiarazioni di voto della minoranza si sono tutte orientate per il “no", a causa delle mancate risposte pervenute.
Amedeo Bottaro, invece, è intervenuto e detto la sua. «Abbiamo i seguenti debiti: 11 milioni da pagare in trent’anni; crediti di dubbia esigibilità da 16 milioni; rischia da contenzioso da 1 milione; debiti fuori bilancio da oltre 1 milione. La somma fa 30 milioni e sono numeri che non ho creato io. In compenso, stiamo cominciando ad incassare, a cominciare dai crediti sui fitti attivi che, giustamente, la minoranza richiama. Io prendo a modello il chiosco del lungomare per illustrare il cambiamento: abbiamo mandato via chi c’era, e non pagava, e lo abbiamo rimesso a bando raddoppiando l’entrata e procurandoci certezze sugli incassi. Il bilancio sicuramente è migliorabile, ma noi da qualche parte dovevamo pure iniziare. Ebbene, ecco alcuni esempi: nel 2005, avevamo spese di rappresentanza e missioni mediamente di 50mila euro, noi 400 euro; sugli eventi sportivi, prima mediamente 150mila euro, noi zero; manifestazioni estive, dalle centinaia di migliaia di euro di prima ai 40mila, massimo 50mila nostri. In questa città gli sprechi devono terminare. E, su questo, la mia maggioranza è compatta».


