«Storia della Città di Trani, Atene delle Puglie. Dalle origini (secondo millennio a.C.) ai nostri giorni (2000 d.C.)». Questo il titolo del volume postumo, del professor Giuseppe Viesti, edito da Landriscina con il contributo di First – Centro studi tranese. L’opera è distribuita nelle edicole, anche in abbinamento editoriale con Il giornale di Trani. Ed oggi, giovedì 16 giugno, alle 19, presso lo Sporting club, in via Astor Piazzolla, si terrà è prevista una conferenza, dal titolo "Omaggio a Pinuccio Viesti", a cura del Lions club di Trani, con l’intervento dell’assessore alla cultura, Grazia Distaso.
Nato a Trani nel 1923, ed ivi deceduto nel 2006, Viesti entrò in Magistratura nel 1946 e, dopo essere stato in assegnato ad paio di preture, ottenne il trasferimento al Tribunale di Trani, dove avrebbe prestato servizio ininterrotto fino al momento del collocamento a riposo. Per numerosi è stato presidente della locale Corte di assise e vice presidente vicario del Tribunale. Conseguì il grado di presidente di sezione della Suprema corte di cassazione. Alcune sue sentenze sono state pubblicate su riviste giuridiche e richiamate in opere di dottrina.
Viesti iniziò a lavorare con passione alla sua “Storia di Trani”, ma la morte, sopraggiunta nel 2006, non gli avrebbe permesso di concludere il corposo lavoro. Dalle sue ricerche come si legge nella prefazione che aveva già scritto, «è risultato, fra l’altro, che Trani ebbe vita come famoso centro preistorico e non già nell’età romana, come conferma una recente indagine archeologica. I fondatori non erano e non potevano essere soggetti mitologici, come si evince da rigorose indagini storiografiche. Durante il Medioevo alcune dominazioni straniere furono del tutto negative per gli interessi ed i bisogni della popolazione, mentre si rivelarono largamente positive altre successive dominazioni. I Sedili dei nobili furono erroneamente utilizzati per l’esercizio di funzioni pubbliche. Tutto ciò, ed altro ancora, - affermava Viesti - deve essere chiarito attraverso un’indagine rigorosa ed assicurando il collegamento dei vari periodi storici. E poiché, giustamente, la civiltà di un popolo si misura nel rispetto che esso ha per la propria memoria storica, ciò rende doverosa la riscoperta di tale memoria, in omaggio ad una città che, lungo i millenni, ha sempre saputo esprimere i propri valori. La pubblicazione vuole essere un contributo a tale indagine».

