Alla luce della buona notizia circa la disponibilità per Trani di nuovi fondi, dai 15 milioni previsti per la Bat, cosa fare per evitare l’ulteriore sgretolamento della falesia a levante, particolarmente dopo il lungomare Mongelli, e determinare crolli che pongano a rischio la pubblica incolumità?
E come risanare il litorale di Trani, sul quale le opere di difesa e riqualificazione si sono svolte solo in parte rispetto a quanto complessivamente previsto? «Quel punto critico – risponde l’assessore ai lavori pubblici, Giovanni Capone - in cui la strada si restringe a ridosso di una villa privata quasi a strapiombo sul mare è una delle cose su cui sono maggiormente impegnato. Proprio nei giorni scorsi – fa sapere - abbiamo avuto un incontro tecnico in Regione proprio per superare gli ultimi problemi legati a un sito che ha una valenza paesaggistica ma, anche, una archeologica. E quindi, su quel punto critico, si sono incrociate visioni molto complesse tra la Soprintendenza ai monumenti, quella archeologica, l'Agenzia del demanio, l'Autorità di bacino, l’Ufficio di difesa del suolo».
Tra tante competenze convergenti, si è riusciti ad appurare che «lì c'è un finanziamento di quasi 2 milioni di euro non vogliamo assolutamente perdere, lasciato in sospeso ma che prenderemo di petto perché dobbiamo smuoverlo, spero entro l'anno».
Capone, però, estende la visione anche oltre quello specifico punto: «Quella costa va completata, e ci sono altri interventi che possono essere inseriti in quel protocollo d'intesa sottoscritto due anni fa, dal sindaco della passata amministrazione, dalla Provincia Bat dai comuni di Margherita, Barletta e Bisceglie, che ha prodotto un finanziamento statale notevole. Sono state destinate somme da spendere in tre anni, per un ammontare complessivo di 15 milioni di euro da spalmare sui quattro comuni e su tre anni. Rispetto a questo finanziamento ci troviamo in una situazione invertita: normalmente c'è prima il progetto che rincorre il finanziamento, mentre qui abbiamo il finanziamento, ma i Comuni si stanno attrezzando con i progetti, ed è quello che stiamo provando a fare con l'aiuto della struttura tecnica della Provincia».
In altre parole, un altro campo di lavoro che presenta urgenze e priorità, «anche perché il Ministero dell'ambiente, che è quello che governerà la spesa di questo finanziamento dedicato esclusivamente a questi quattro comuni e per questa tipologia di intervento – spiega Capone - ci sta dando una roadmap serata che chiede impegni concreti che dovremmo rispettare secondo un cronoprogramma concordato».


