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La rampa del parcheggio interrato trasformata in discarica. Capone conferma: «Si può sistemare solo affidandolo con i parcheggi a pagamento in tutta Trani»

Lo strumento della “finanza di progetto”, come si evince dal nuovo Piano triennale delle opere pubbliche, sarà utilizzato per il solo ampliamento del civico cimitero, per il quale si prevede un apporto di capitale privato intorno ai 28 milioni di euro. Difficile, invece, che lo stesso iter serva a chiudere anche la partita del parcheggio interrato di piazza XX Settembre. Infatti, ultimamente il discorso è mutato nella misura in cui il ripristino di quell’opera pubblica si affiderebbe a chi gestirà il servizio dei parcheggi della sosta a pagamento, anche a raso, in tutta la città.

Di certo, quella è un'opera che non può restare nello stato massimo degrado in cui si presenta oggi, come conferma l’assessore ai lavori pubblici, Giovanni Capone: «Questo problema esisteva già sedici anni fa, quando fui assessore con il sindaco Avantario e, non averlo tuttora risolto fa capire che l'idea del parcheggio in quel luogo nasceva, secondo me, già in modo sbagliato. Ricordo bene che vi erano stati allettanti finanziamenti statali (sulla base della legge Tognoli, ndr) che spinsero i comuni a dotarsi di queste strutture, ma queste si dovevano non solo realizzare, ma anche gestire. Se la gestione è fatta bene si va almeno in pari, se è fatta male si va incontro a perdite consistenti. Oggi, pertanto, un parcheggio di quelle dimensioni (circa duecento posti, ndr), in una città come Trani, si può giustificare solo all'interno di un quadro più generale della gestione di sosta e archeggi, mentre, da solo,  non avrebbe mai una sostenibilità economica in grado di farci pensare ad una gestione diretta, o di privati».

Dunque, chiarito che l'unica strada è quella di inquadrarlo all'interno di un piano organico di tutti i parcheggi cittadini, «la società che dovrà poi governare e gestire questa problematica – aggiunge Capone - dovrà prevedere dei settori in cui avere introiti capaci di sostenere le passività di altri ambiti. Quel parcheggio sicuramente è una passività, tra manutenzione e gestione, a fronte di una capienza limitata. Se so fosse effettuato uno studio, un piano finanziario serio all'epoca, quando si decise di farlo, si sarebbe compreso che non sarebbe valsa la pena intraprendere un cantiere costato una somma esagerata e che adesso si presenta nelle condizioni che sono sotto gli occhi di tutti».

Il sindaco uscente, Gigi Riserbato, all’esito di un sopralluogo in quell’immobile, parlò di «stato raccapricciante», riferendo che sarebbero serviti almeno 500mila euro solo per sistemare i problemi che attualmente ci sono. Anche Capone è stato laggiù recentemente alcuni anni fa «e già le condizioni erano pessime – riferisce -, fra atti di vandalismo, sottrazioni, occupazioni, uso improprio. Sicuramente il ripristino di quel parcheggio interrato richiede quella cifra, ma è proprio questo il motivo per cui, quella cifra, si spenderebbe solo all'interno di un piano organico di gestione dei parcheggi».

Intanto, una delle due scale di accesso al parcheggio interrato è, ormai, una discarica per m,età a cielo aperto: infatti, basta guardare al di là ed al di sotto del plexiglass, da tempo rotto e distaccato dai montanti della struttura, per rendersi conto del tappeto di bottiglie e rifiuti sparso per le scale.

E resta sempre plausibile l’ipotesi che il parcheggio sia abitato, giacché con doti fisiche neanche così raffinate, da lì, è possibile saltare giù ed entrare nella pancia di piazza XX Settembre, lontano dagli occhi di tutti.

Infine, preocucpa lo stato della statua in bronzo di San Francesco. non era previsto che si collocasse in una vasca ornamentale, ma in piazzetta San Francesco: risultato, il bronzo di Antonio Lomuscio si sta, progressivamente, deperendo.


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