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Camion in fondo a scarpata nell'agro di Trani, frattura al bacino per il conducente. Non atteso l'arrivo del 118

Ė fitto il mistero sulle circostanze che hanno determinato l'uscita di strada di un camion, ieri pomeriggio, in contrada Sant'Elena, nell'agro fra Trani ed Andria.

Il mezzo pesante è finito in una scarpata per cause ancora da accertarsi, ma è maggiore il giallo sulle circostanze con le quali il conducente è stato estratto dalla cabina del mezzo: l’unica certezza è che lo ha fatto, con le proprie mani, qualcuno sopraggiunto sul posto, richiamato dal rumore del sinistro, e che poi ha condotto il ferito al Pronto soccorso di Trani.

Tutto questo è accaduto, peraltro, prima ancora che il 118, che pure era stato allertato, localizzasse la zona: probabilmente, le indicazioni poco chiare stavano determinando un ritardo nell’arrivo dei soccorsi e, così, i presenti hanno agito d’istinto, portando via il ferito su propri mezzi ed avvisando il 118 di tornare indietro.

A giudicare da posizione e condizioni del camion, pressoché distrutto, si può gridare quasi al miracolo pensando al fatto che qualcuno sia riuscito ad estrarre un uomo semi intrappolato dall'abitacolo di un mezzo pesante ruzzolato giù in una scarpata.

Di certo, oltre il 118, sul posto non sono intervenute neanche le forze dell'ordine, mentre si è appreso, ma solo in tarda serata, che il paziente è stato trasferito e ricoverato al Policlinico di Bari per una frattura di bacino.

Le ulteriori informazioni sono molto carenti, mentre, a futura memoria, in fondo a quella strada di campagna resta un camion, con le ruote verso l'aria, che il conducente, o l'eventuale azienda proprietaria, dovrà a proprie cure e spese fare rimuovere.

In ogni caso, un episodio che testimonia l’impulsività che spinge le persone, talvolta, a prestare un soccorso quanto mai a rischio su pazienti che possono versare in condizioni molto più gravi di quanto non sembri.

Di solito, prassi e protocolli comuni richiedono di fermarsi a prestare soccorso nel migliore dei casi praticando la respirazione bocca a bocca, ed eventuali compressioni toraciche, solo nel caso in cui il paziente manifesti problemi di respirazione.

Tutto questo dopo avere già chiamato il 118, ai cui operatori va necessariamente consegnato per tutte le cure del caso sul luogo dell’incidente, prima del trasferimento nella più vicina ed idonea struttura sanitaria.

(foto Calvaresi per La Gazzetta del Mezzogiorno)

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