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Riforma del «terzo settore», se n’è parlato in un convegno a Trani. A Bari e nella Bat, almeno 960 le organizzazioni interessate

Fare una disamina sui punti salienti del disegno di legge-delega al Governo per la Riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale, approvato dal Parlamento lo scorso 25 maggio, è stato l’obiettivo del convegno che si è svolto nei giorni scorsi presso la Biblioteca “Giovanni  Bovio” a Trani. L’evento è stato organizzato dal Centro di servizio al volontariato “San Nicola” con l’Assessorato ai Servizi sociali del Comune di Trani.

La Riforma, a lungo attesa da un comparto che in Italia conta 4,7milioni di volontari, 300mila organizzazioni no profit, centinaia di migliaia di giovani del servizio civile, dà solidità, da un punto di vista normativo e giuridico, nonché gestionale ed economico, ad una realtà essenziale per il Paese sia nel sostegno al welfare che nella diffusione della cultura dell’impegno a favore della comunità.

I temi del convegno sono stati affrontati da Debora Ciliento, assessore ai Servizi sociali del Comune di Trani; Rosa Franco, presidente del Csv “San Nicola”; Vito Intino, portavoce del Forum Terzo settore Puglia; Rosaria Corvasce, consulente legale del Csv “San Nicola”. A conclusione, sono stati accolti suggerimenti, proposte e domande dei partecipanti affinché i decreti attuativi tengano conto del patrimonio umano operante sul territorio.

Rosaria Corvasce ha presentato le novità per le associazioni contenute nella Riforma, che vanno dalla definizione dei criteri di espletamento delle attività in un’ottica di trasparenza, alla riforma dei Centri di servizio al volontariato, alla revisione di tutto quanto riguarda l’impresa sociale, alla stabilizzazione del 5 per mille e alla nascita della Fondazione Italia Sociale.

Rosa Franco ha affermato: «La riforma del Terzo settore costituisce un punto di svolta per la vita delle comunità perché dà piena attuazione a quanto previsto dall’articolo 118 della Costituzione, ovvero l’impegno delle istituzioni a favorire l’autonoma iniziativa dei cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale. Ma si afferma, anche, come un punto di partenza per riordinare un comparto composito e ricco di sfaccettature, quello del terzo settore, che, nel tempo, stava cominciando a perdere la propria identità, confondendosi con altre forme di attività più orientate al mercato: con la riforma, infatti, si stabilisce la centralità dell’azione gratuita e volontaria delle libere organizzazioni dei cittadini che operano per il perseguimento di quell’interesse generale. Il testo licenziato dalla Camera, inoltre, – continua la presidentessa – riconosce il valore degli organismi nati per favorire la crescita delle associazioni di volontariato, i Centri di servizio al volontariato, ampliando la platea dei loro fruitori a tutti i volontari delle organizzazioni del terzo settore. Solo nella provincia di Bari e Bat, il Csv “San Nicola” offre servizi a circa 960 organizzazioni di volontariato, molte delle quali sono piccole associazioni che abbiamo visto nascere e svilupparsi nel territorio. Il dettato riformistico di allargamento della platea rappresenta per il Csv “San Nicola” una sollecitazione a trovare nuove risposte a nuove esigenze, nonché un ulteriore affermazione della centralità del Centro nella costruzione del welfare locale».

Debora Ciliento ha dichiarato: «Il convegno nasce dalle sollecitazioni delle stesse associazioni che con le istituzioni locali hanno un buon rapporto di collaborazione e che vogliono essere costantemente aggiornate per operare in maniera rispondente ai dettami legislativi in vigore. La Riforma pone attenzione ad un comparto importantissimo per tutto il territorio. Ma all’interno del Terzo settore bisogna fare chiarezza, ciascuna organizzazione deve essere capace di interrogarsi sulla motivazione del proprio operato, se è finalizzata a seguire un percorso importante di volontariato o piuttosto è più vicina ai processi economici e alla produzione di lavoro».        

Vito Intino ha sottolineato: «La Riforma del terzo settore ha un grande pregio: facendo un forte riordino in tutto il comparto, fa chiarezza sui valori fondanti del nostro Paese e in quale direzione si vuole che vada. I valori fondanti ribaditi sono la solidarietà e la gratuità, che possono essere diffusi dalle libere organizzazioni dei cittadini capaci di creare legami di fiducia tra le persone. Il tentativo della legge è, anche, la creazione di collegamenti tra quegli enti che svolgono la stessa attività, tra profit e no profit, facendo rinascere quell’economia civile dove lo scambio equivalente non avviene attraverso il denaro ma attraverso le relazioni. L’associazionismo, che conosce il territorio e interloquisce con le istituzioni, può favorire questi collegamenti e creare capitale sociale».

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