Proprio mentre a Trani e nord barese si concludeva la rassegna sulle nuove frontiere della digitalizzazione, al casello di Trani dell'autostrada A14 un cartello, scritto con pennarello rosso, informava gli automobilisti della necessità di inserire nella macchinetta per il pagamento del pedaggio un massimo di 10 euro in banconote.
Si tratta della somma minima attraverso la quale ottenere il resto in monete per il corrispettivo del pedaggio da pagarsi. Per importi superiori, invece, sebbene non specificato, si rende necessario sempre se se ne abbia la disponibilità, inserire esattamente la somma richiesta: diversamente la macchina non rilascia alcun resto, ma uno scontrino di credito con il quale ritornare al casello o presentarsi presso un Punto blu per ottenere la differenza che la macchina non ha servito.
Si tratta di un malfunzionamento intervenuto nell'ultimo fine settimana al casello di Trani, ma, a quanto pare, già noto alla Società autostrade per l'Italia, per essersi verificato più o meno ciclicamente in molte piste della zona.
Non si segnalano disservizi per quanto concerne il pagamento con carte magnetiche, ma sul versante del pagamento cash, probabilmente le macchine sono da aggiornare. Peraltro, è altrettanto probabile che l'utenza le utilizzi in modo improprio, finendo per determinare intoppi nel sistema che si riverberano sul servizio, anche con il risultato di formare lunghe code ai caselli in uscita.
Di certo, quei cartelli scritti a penna gridano vendetta, e non rappresentano certo il massimo dal punto di vista dell'immagine di un servizio che dovrebbe essere, senza dubbio, sempre al passo con i tempi anche in ragione dei progressivi aumenti del costo dei pedaggi.

