«Stiamo lavorando, e questa è un’assoluta novità, a un protocollo con il sindaco di Ostuni e Otranto per provare a candidare i porti turistici di queste tre città ad un progetto comune per i fondi che il governo Renzi ha messo a disposizione per il Sud, in particolare per la Puglia, nella voce dei porti turistici». Così Amedeo Bottaro le scorse settimane ai nostri microfoni nel corso della trasmissione radiofonica Appuntamento con Trani. Il primo cittadino ha proseguito: «Stiamo facendo un ragionamento forte su tre comuni che stanno portando avanti un progetto di rilancio turistico».
E difatti i sindaci dei comuni di Otranto, Ostuni e Trani, ovvero Gianfranco Coppola, Luciano Cariddi e Amedeo Bottaro, hanno aderito, firmando un protocollo d’intesa, allo studio di fattibilità della Regione Puglia, la “Rete regionale pugliese della portualità turistica”, nel quale si legge che «il turismo nautico è una opportunità da cogliere per la crescita socioeconomia di tutto il territorio» ed è quindi necessario incentivarlo e valorizzarlo.
Successivamente, i tre comuni sottoscriveranno il Patto per la Puglia tra regione e governo per gli interventi per le attività di promozione e di infrastrutturazione turistica e di valorizzazione dei beni demaniali. In pratica, la volontà delle amministrazioni di questi tre comuni è quella di creare una rete di porti turistici in Puglia, per ampliare e consolidare l’offerta di strutture portuali e per la nautica da diporto con il completamento, l’infrastrutturazione e l’adeguamento funzionale delle strutture portuali già esistenti o eventualmente da realizzare.
In particolare, i sindaci dei tre comuni si propongono di valorizzare quella che è la loro risorsa cardine, il mare, una priorità fondamentale per tre paesi costieri, anche al fine di aumentare in maniera sostenibile la competitività delle destinazioni turistiche pugliesi. Ma per far ciò è necessario, si legge nel protocollo, «colmare le carenze infrastrutturali esistenti lungo la costa pugliese». Infatti, lo sviluppo del turismo, di un turismo che guardi oltre i confini nazionali e che non sia “mordi e fuggi”, deve basarsi sulla creazione di strutture modernamente concepite e su un buon marketing territoriale, oltre che su un avvio di reti tra i comuni stessi.
Federica G. Porcelli




