La Guida blu di Legambiente e Touring club ha riconsegnato a Trani una "vela", persa lo scorso anno, dopo averne avuto due negli anni precedenti. Sono tornate due su cinque, dunque, le simboliche attribuzioni che il cigno verde riserva ai comuni costieri con le maggiori qualità dal punto di vista della balneabilità e, più in generale, qualità della vita.
Il ritorno di Trani alle due vele, sebbene si sia ancora molto lontani dai comuni pugliesi che ne hanno ben cinque (Otranto, Polignano a Mare e Melendugno) è legato ad almeno cinque fattori, che Legambiente definisce «incoraggianti».
In primo luogo, la maggiore pulizia del mare, effettivamente riscontrata con continuità nei dati dell'Arpa. Inoltre, i lavori di adeguamento presso il depuratore comunale, che termineranno entro fine anno e sicuramente hanno concorso alla riduzione dei fattori inquinanti.
Ed ancora la pulizia delle spiagge, avviata con un risparmio di costi da parte di Amiu e che, peraltro, è iniziata con puntualità. Come quarta motivazione, l'affidamento in concessione di quattro aree demaniali per la balneazione con servizi, circostanza che finora era sempre mancata pur nella perdurante assenza di un piano costiero.
Infine, ma non da ultimo, il procedimento relativo all'interruzione della concessione demaniale per la presenza della cabina sugli scogli tra lido Matinelle e Ponte Lama, considerata da Legambiente «un piccolo, grande ecomostro da eliminare al più presto». Allo Stato il Comune di Trani ha chiesto ed ottenuto l'eliminazione delle transenne cementate sugli scogli e la rimozione della cabina entro fine anno: ignoti, tuttavia, l'hanno già parzialmente demolita picconandola nottetempo.
Un ulteriore elemento di conforto, che sembra rafforzare la sensazione che il mare di Trani sia tornato in condizioni decisamente rassicuranti, è il fatto che, proprio nei giorni scorsi, alcuni attivisti di Legambiente hanno scorto una colonia di delfini che hanno partorito nei pressi dello Scoglio di Frisio: evidentemente si tratta del miglior segnale tangibile della ritrovata qualità del mare.
Certo, non mancano i problemi, ancora legati alla scarsezza degli accessi al mare, la maggior parte dei quali, a levante, resta chiusa, ed al dubbio, ancora non dissipato, che in quella stessa zona, e non solo, si scarichi direttamente a mare. Ma la questione più grande, sebbene lontano dalla costa, resta quella della discarica, sulla quale Legambiente è disposta ancora per poco a concedere crediti all'amministrazione comunale: anche Il cigno verde è «contro qualsiasi tipo di riapertura dell'impianto», fa sapere il presidente locale, Pierluigi Colangelo.
Intanto, il prossimo 24 luglio, Goletta verde sarà nella provincia di Barletta-Andria-Trani e attraccherà a Bisceglie. Già nei prossimi giorni, peraltro, i tecnici dell'associazione effettueranno i prelievi lungo le acque di balneazione del nostro territorio: come sempre, si attende di conoscere il loro responso, spesso non coincidente con quelli dell'Arpa.






