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Immigrati, per Lima «un business. Pensiamo ai cittadini di Trani», per Zitoli «basta lotta tra poveri»

Tra i temi affrontati con gli ospiti Francesca Zitoli, consigliere di maggioranza della Lista Emiliano, e Raimondo Lima, capogruppo di Fratelli d’Italia – An, nel corso della trasmissione “Appuntamento con Trani” del 18 giugno, anche l’arrivo a Trani di 46 migranti.

Lima ha intravisto dietro l’accoglienza dei ragazzi un «business. L’argomento è delicato. Si rischia di essere oggetto di strumentalizzazione da parte di alcuni “simpaticoni”. Il tema dell’accoglienza è una questione di business. È giusto che vadano accolti, è un problema nazionale, ma il governo centrale ha barattato con l’Unione europea la gestione dei migranti e questo non lo dico solo io. Questa povera gente non viene qui gratis. Non sto dicendo che non vadano accolti, ma voglio ricordare che ogni migrante accolto ha un costo sui cittadini italiani. Viviamo una crisi profonda che riguarda i cittadini tranesi, e mi riferisco non a quelli che vanno in comune a fare “casino”, ma a chi ha dignità e non vuole chiedere aiuto. Non mi è piaciuta la strumentalizzazione che è stata fatta. Bisogna rendersi conto che l’argomento è delicato, è un dato di fatto però che si tratta di business».

«Io credo invece che – risponde Zitoli – prima di affermare che l’accoglienza migranti sia equivalente ad un affare bisogna andare con estrema cautela. Moltissime notizie a livello nazionale danno adito a pensare a questo, ma non deve essere fatta una deduzione anche a livello locale. L’assessore Ciliento si è recata in Prefettura per un incontro con altri organi istituzionali al fine di prendere tutte le misure necessarie per far sì che si possa venire incontro alle esigenze immediatamente concrete dei migranti, poi prenderne altre a lunga scadenza. Non possiamo sottrarci al venire incontro ed aiutare queste persone che sono sbarcate da una terra straniera per ragioni che non appartengono loro perché non ne sono i diretti colpevoli. Dire “è un affare, è un business”, io, fino a quando non ho le prove, non mi permetto di dirlo. Abbiamo il diritto e il dovere di trovare delle misure per fronteggiare la situazione, soprattutto da un punto di vista umano. Dal punto di vista economico possiamo dire quello che vogliamo, ma sempre con le carte alla mano. Senza creare però allarmismo e terrorismo psicologico».

«Non ho parlato di problema sanitario o igienico, so che siamo tutti figli di immigrati – risponde Lima -.  Ci sono però tante famiglie tranesi che hanno problemi. Trani è piena di famiglie che hanno realmente bisogno. Il clima non è facile e si rischia di far scatenare anche questa gente che non comprende come si possa dare priorità a questo fenomeno».

«Fin quando si farà una lotta tra poveri, non si troveranno mai le soluzioni adatte» è stata la conclusione di Zitoli.

Intanto, sono pochissime le associazioni o le cooperative che rispondo ai diversi bandi per l’accoglienza degli immigrati: e allora, dov’è il business? «La mia presa d’atto è generale, perché è un problema di scala nazionale – risponde Lima -. Io mi limito a prendere atto di quello che è lo stato dell’arte. Conosco tanta gente che lavora nei centri d’accoglienza, quindi capisco che questa è diventata anche un’occasione di lavoro per alcuni tranesi. Per me rimane un’occasione di lavoro per altri tranesi, un business».

Il Comune di Trani intanto ha già fatto sapere che non concederà altre strutture: «L’assessore Ciliento stava pensando insieme all’assessore Capone – ha detto Zitoli – di trovare un altro posto nel quale accogliere gli immigrati, ad esempio la residenza dei padri rogazionisti che però non hanno dato la disponibilità. Qualora fosse necessario reperire altre disponibilità, gli assessori troveranno spazi più accoglienti».

Federica G. Porcelli


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