Come da discutibile scelta del governo Renzi, da quest’anno, il pagamento del canone Rai sarà addebitato nella bolletta dell’energia elettrica del mese di Luglio (70 euro), mentre il restante saldo nelle successive. Probabilmente l’Amet (a causa di sistemi informatici obsoleti e di una situazione deficitaria all’Ufficio Commerciale) non riuscirà per tempo ad ottemperare a quanto previsto dalle norme nazionali. Ove si verifichi ciò, l’intero canone dovrà esser pagato autonomamente dal cittadino, entro il 31 ottobre, presso uffici postali e sportelli bancari con conseguenti code e disagi.
Un’azienda come Amet, un simbolo per la nostra città, che non riesce a modificare e a modernizzare i propri sistemi informatici. Sistemi adeguati che permetterebbero all’azienda di migliorare la qualità del servizio, a cominciare da una più corretta bollettazione delle utenze, a un miglior controllo della rete di distribuzione, ad una immediata verifica delle interruzioni e ripristino ecc. Tutti questi risultati eviterebbero esposizioni creditorie elevate (quindi diminuzione di rischi di insolvenza), minor sanzioni per interruzioni e maggior controllo dell’azienda stessa.
Tutto ciò, forse, era quanto auspicato dal socio unico (l’amministrazione, nella persona del Sindaco) quando, a sorpresa (neanche tanto) aveva nominato un amministratore delegato scelto fra i professionisti di Bari (il quale, peraltro, pesantemente in conflitto d’interessi con la nostra azienda).
Le aspettative sull’efficienza del nuovo AD dovevano essere molto alte, per non esser stati in grado di trovare figure professionali locali capaci di invertire una certa tendenza. I risultati, invece, sono sotto gli occhi di tutti. Di male in peggio.
Bollette del freddo inverno che arrivano a Giugno, gara per i parcometri oramai sotto la polvere, nessuno slancio in avanti. Anzi, a voler ben guardare, l’unico tentativo di “rivoluzione in atto” resta l’atto di indirizzo che l’amministrazione comunale ha dato alla sua partecipata e cioè “tagliare i rami secchi”.
Nelle ultime ore, invece, scopriamo che forse proprio da quei rami secchi può rinascere linfa per l’azienda. D’altronde, non si spiegherebbe diversamente il motivo per cui, lo stesso Comune di Trani ha aderito ad un Protocollo di Intesa siglato con i Comuni di Ostuni e Otranto, all’interno del quale si evidenzia l’immenso patrimonio offerto dal mare, dalla nautica, dalle coste e dai porti turistici.
Tutto vero, tranne che per quest’amministrazione che considera la gestione della Darsena Comunale (affidata ad Amet) un ramo secco da recidere.
Gino Simone - segretario Fratelli d'Italia An Trani
