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Discarica di Trani, Papagni: «Non è stato fatto niente», Lovecchio: «L'amministrazione è stata adempiente»

Mentre oggi, venerdì 8 luglio, si costituisce il comitato per la chiusura della discarica di Trani, nei giorni scorsi avevamo affrontato l’argomento con i due consiglieri ospiti della nostra trasmissione Appuntamento con Trani e cioè Pietro Lovecchio, della lista Emiliano e Antonella Papagni del Movimento 5 stelle.

Il sindaco di Canosa Antonio La Salvia, da noi intervistato, parlando dell’emergenza rifiuti (la discarica di Foggia, infatti, raccoglie ad oggi 125 tonnellate di rifiuti al giorno, corrispondenti a circa la metà della quantità dei rifiuti indifferenziati provenienti dai Comuni della Bat e dal Comune di Corato), ci aveva detto: «Siamo in mano ai business dei privati».

Il Movimento 5 stelle da sempre è vicino alle idee di “Rifiuti zero”, delle quali parla Papagni: «Noi siamo per il riciclo di tutti i rifiuti: plastica, carta, vetro, tetrapack ma anche umido. Se si va verso “Rifiuti zero” si vendono tutti i rifiuti e si sta meglio dal punto di vista della salute ed economica. Dopo una “luna di miele” durata un anno, il commissario degli Ato Giorgino litiga con Bottaro, perché la discarica di Foggia può ospitare 125 tonnellate di rifiuti al giorno e Trani ne produce 110 al giorno, perché non differenzia niente. Giorgino accusa noi tranesi dicendo che non possiamo lamentarci perché non stiamo facendo niente per la discarica. Ma l’altro punto è che Bottaro litiga con Giorgino ma non gli dice quello che gli stiamo dicendo noi da mesi cioè di portare in consiglio comunale una mozione di sfiducia nei confronti di Giorgino, perché non ha fatto niente. E anche il Comune di Trani non sta facendo niente. Io ho litigato in commissione dei capigruppo con l’assessore all’ambiente (Michele Di Gregorio, nda) perché diceva che il lotto 2bis non esiste. Invece voi anelate a fare quello, la giostra dei conferimenti su Trani. Le emergenze spesso si vogliono: io credo che Emiliano voglia andare verso una nuova emergenza rifiuti per andare in deroga alla legge e aprire nuove discariche. Il business è anche quello: dai rifiuti vengono fuori tanti soldi. Invece di parlare cerchiamo di andare in Regione e farla chiudere la discarica. Voi non vi rendete conto della gravità della situazione, della gente che è malata».

La replica di Lovecchio è stata: «A me non piace pensare che si voglia creare un business dei rifiuti, secondo me nessuna amministrazione pensa di speculare sulla salute dei cittadini. Non posso ascoltare e pensare una cosa del genere. Premesso questo, sono state messe in piedi tutte le soluzioni preposte per arrivare alla messa in sicurezza della discarica che, è bene ricordarlo, necessita di una progettualità, di risorse economiche importanti, che in questi anni non sono state fatte assolutamente. Le cose le vogliamo fare bene, nei modi e nella maniera giusta. Non dobbiamo illudere nessuno. Non possiamo dire che entro quattro mesi ci sarà la chiusura della discarica. Mi sento di dire che ad oggi l’amministrazione è stata adempiente per arrivare alla messa in sicurezza della discarica».

«Ma voi vi rendete conto che in un anno non avete fatto nemmeno il capping? - è la replica di Papagni -. Esso permetterebbe di far produrre molto meno percolato. Non basta il bilice ogni giorno. Sappiamo anche i costi. Io dico di iniziare per lo meno qualcosa. Cincischiano tutti ed è un problema».

Lovecchio assicura che «la chiusura finalizzata alla messa in sicurezza in primo piano avverrà quanto più a breve possibile. Il lotto 2bis sarà utilizzato d’emergenza per sbancare i rifiuti del lotto 3 e ripararne il fondo».

«I geologi non sono d’accordo sullo sbancamento – replica Papagni -, perché lo squarcio è nella parete. Il lotto 2bis è un grosso lotto, non è piccolo, e poi si andrebbe a innestare sulla parte verso mare, quella che ha avuto il problema della falda, quindi non porteremo mai la mozione per la chiusura della discarica in consiglio comunale».
«A breve tornerà in consiglio comunale la mozione di chiusura e messa in sicurezza della discarica» risponde Lovecchio.

Di sicuro, una raccolta differenziata seria a Trani non è mai partita, mentre nei comuni limitrofi sì. E la città continua ad ammalarsi.

Federica G. Porcelli

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