Le firme sono partite in piazza (300 in due ore venerdì scorso), il comitato decolla. «Chiudiamo la discarica» è l'appello, lanciato da varie associazioni, cui i cittadini cominciano a rispondere. Anche l'amministrazione comunale dichiara di procedere nella stessa direzione, ma pare non ci sia sintonia su tempi e modi.
«Vogliamo sensibilizzare l'opinione pubblica - spiega il geologo Francesco Bartucci, del Comitato bene comune - su questo problema che abbiamo da oltre vent'anni, ha segnato negativamente la storia della città e andrebbe completamente cancellato, per rincominciare davvero andando verso una strategia assolutamente più innovativa ed ecologica».
Ma per quale motivo il comitato non si ritiene soddisfatto del percorso che sta compiendo l'amministrazione comunale? «Perché le carte in nostro possesso sono concordi su un piano di caratterizzazione e messa in sicurezza che prevede la realizzazione di un lotto 2bis, quale lotto di soccorso per lo spostamento dei rifiuti dal lotto 3 e di cui addirittura è stato anche preventivato il costo, di circa 4 milioni di euro. Ovviamente, però, questa è una fase di intervento subordinata alle fasi di livello 1, che sono quelle di urgenza in corso: oggi il lotto 2 bis non è partito, però è previsto nel piano di caratterizzazione».
A detta di Bartucci, «il termine di chiusura di una discarica è estremamente variabile: c'è la chiusura giuridica; c'è quella economica e gestionale; infine, c'è la chiusura fisica, che coincide con il capping. Su queste variabili ci sono una vasta letteratura ed anche un parere dell'avvocato Loiodice, chiamato a rilasciarlo proprio da questa amministrazione sul fatto se fosse possibile utilizzare i soldi, accantonati per la post gestione, già da ora per la messa in sicurezza».
Infatti, sempre a proposito di "sfumature", c'è chi dice che la chiusura avvenga già dal momento in cui arriva l'ultimo rifiuto in discarica, mentre c'è chi afferma si verifichi in presenza di un decreto di chiusura e conseguente copertura con capping. «Questa fase può durare anche fino a dieci o quindici anni - fa sapere Bartucci -, ma quello che a noi interessa è il piano di caratterizzazione, che attesta la volontà di realizzare il lotto 2bis. È ovvio che, per i pochi soldi che adesso ci sono, si potranno realizzare solo i primi interventi d'urgenza, ma il piano di caratterizzazione parla chiaro e, a pagina 29, ci sono gli schemi grafici che lo documentano e ne quantificano anche i costi economici.


