Valentina Achille, la ragazza di Trani scampata alla morte nella tragedia ferroviaria di ieri, è ancora spaventata e dolorante: oltre la ferita al mento, riferisce di avere riportato una frattura costale. Ma questo non l'ha fermata dal raccontare la sua testimonianza, all'indomani del disastro costato la vita a 27 persone.
«Ho sempre preferito la Bari nord per l'igiene, il confort e la puntualità. Ma ieri troppe volte abbiamo sostato, e si sentiva che qualcosa non andava. Un attimo e mi sono ritrovata sotto il tavolino dei sedili, il tempo di riprendermi e un ragazzo si è accertato delle mie condizioni. Ho pensato ad una bomba, ho visto una testa su un albero e mi sono detta: "Vale sei viva"».
Valentina ringrazia «il ragazzo della valigia blu e quello della campagna che mi hanno fatto uscire dal treno: eravamo salvi, ho avvisato Pietro (il fidanzato, ndr), mia sorella, la famiglia. Io sono viva, ma nel 2016 non si può morire così. Piango per il dolore di chi ha perso cari e di chi è ancora a rischio. Ora si va avanti, soprattutto per coloro che non ci sono più. Ringrazio il mio Papà che, dal cielo, mi ha fatto da scudo, ne sono sicura».
