La nuova scadenza è il 31 dicembre 2016. A distanza di un anno, la data di capodanno torna il limite oltre il quale non si può andare: la prima volta s'è derogato: la prossima non si può. I lavori di allargamento e messa in sicurezza della Trani-Andria devono necessariamente finire fra sei mesi, pena la revoca del finanziamento di 2 milioni di euro da parte della Regione Puglia.
Il dirigente del settore preposto, Antonio Renna, all'esito dell'ultimo sopralluogo congiunto, tenutosi nei giorni scorsim, ha però apprezzato lo stato di avanzamento dei lavori, peraltro rallentati non a causa di inerzia della Provincia e/o dell'impresa esecutrice, ma in conseguenza dei grossi ritardi determinati dalle rimozioni delle interferenze lungo il percorso.
In questi giorni Amet sta posizionando i nuovi cavi portanti che conducono l'energia elettrica dalla cabina primaria verso la città, e questo consentirà all'impresa Matarrese, esecutrice dei lavori, di avere la strada totalmente libera.
Entro fine luglio il traffico sarà canalizzato su entrambe le complanari, ciascuna a senso unico: allo stato, quella che conduce ad Andria è quasi terminata, su quella dirimpettaia si stanno completando i lavori di posa in opera delle condotte delle acque di scolo e bitumazione. In questo modo si potrà finalmente aggredire l'asta centrale della strada, per raddoppiarne la larghezza e realizzare le previste quattro corsie con spartitraffico.
Ciononostante, la lunghezza complessiva del percorso resta di circa 4 chilometri e mezzo e, diversamente da altre strade precedentemente allargate e messe in sicurezza, della "nuova" Trani-Andria" si avrà l'esatta contezza perché compresa fra due rotatorie, poste ai due capi del tratto interessato dai lavori: una per chi proviene da Trani, l'altra per chi si muove da Andria.
Sarà proprio attraverso i sistemi di rotatorie che ci si immetterà sull'asse centrale della strada, ovvero sulle complanari, ed un sistema di altre sei rotatorie è stato previsto e si sta completando all'interno dell'area a sua volta dipendente delle complanari.
Fra le più interessanti novità, l'inserimento di 161 nuovi punti luce, tutti dotati di lampade a led dal basso consumo ed alto rendimento. Basti pensare che quelle convenzionali, a ioduri metallici, durano in media 800 giorni, mentre queste hanno un'autonomia garantita di 8000.
Sei le cabine di allaccio alla rete elettrica, cui provvederà Amet. L'intero cablaggio è costituito da cavi in alluminio, fortemente sconsigliati ai ladri di oro rosso: pertanto non avrà alcun senso asportarli perché, in nessuna parte di questo nuovo sistema, sarà presente un solo grammo di rame.
I lavori procedono più che spediti, ma, evidentemente, c'è da accelerare ulteriormente. L'impresa Matarrese, pur conscia delle difficoltà finora incontrate, sta cercando in tutti i modi di rispettare le consegne, ma è la stessa Provincia che vuole chiudere questa partita, nata apparentemente come una sfida impossibile ma che, tra espropri di fondi, espianti di ulivi e problemi con i frontisti, tutti efficacemente risolti, ora sta portando la vecchia Trani-Andria a cambiare volto.
Come detto, non si tratta dell'intero percorso, ma, ricordando da dove si era partiti, il passo avanti pare davvero importante. Ed è avvenuto sotto l'egida di una provincia nata come "cenerentola", ma che ha avuto almeno la capacità di assumersi le responsabilità di realizzare un'opera pubblica attesa per decenni, per porre fine alla scia di sangue di troppi incidenti mortali.
Se la stessa provincia, sia pure in fase di smobilitazione, sarà anche in grado di assicurare finanziamenti per il successivo allargamento delle parti restanti, allora probabilmente quella della Barletta-Andria-Trani non sarà stata un'esperienza inutile. Tutt'altro.

































