L'imbarazzante fenomeno del furto di fiori al cimitero si arricchisce, si fa per dire, di un altro inqualificabile capitolo. Infatti, ieri mattina, ignoti si sono intrufolati nella cappella privata di una famiglia, asportando un mazzo di roselline bianche appena deposte ai piedi di una tomba.
Era stato un parente del defunto a portarle e, dopo essersi soffermato qualche minuto nella cappella, l'aveva chiusa, non a chiave, nell'attesa dell'arrivo di sua sorella: da lì a mezz'ora la donna, giunta sul posto, non trovava più i fiori, di cui il fratello l'aveva informata e che, per la cronaca, erano stati pagati solo 5 euro.
Di fatto, un appostamento da parte di qualcuno, che ha seguito i gesti di chi era nella cappella e, indisturbato, ha agito in pochi istanti portando via quelle piccole rose bianche per trasferirle, probabilmente, su un'altra tomba o, magari, rivenderle in nero.
Il fenomeno, come detto, purtroppo non è isolato ma, finora, aveva riguardato i fiori (e qualche volta anche i portafiori) del porticati comunale o della zona inumazione, anche questa totalmente pubblica. Finora, a quanto pare, nessuno si era mai introdotto nelle cappelle sia delle confraternite, sia, soprattutto, di singole famiglie.
Un brutto segno Il segno della crisi economica e delle coscienze, ormai pronta a manifestarsi anche all'interno di un camposanto.
Un'autentica profanazione da parte di soggetti cui, purtroppo, è impossibile risalire: infatti, il cimitero è l'ultimo posto in cui si potrebbero piazzare telecamere di videosorveglianza.
Ma a tutto c'è un limite e, stando a quanto denunciato in più casi, e questo è decisamente il più eclatante, tale soglia si sarebbe abbondantemente e vergognosamente superata, raggiungendo un punto di non ritorno.


