Per chiudere la discarica di Trani ci sarebbe tutto il tempo del mondo, ma, nel frattempo, la stessa potrebbe tornare in attività. Lo fa sapere il comitato "Chiudiamo la discarica", che in un nuovo incontro con la città ha proseguito la raccolta delle firme, giunte ormai ad un migliaio, ma ha soprattutto informato i presenti, secondo i documenti in possesso e conseguenti valutazioni, circa i presunti intendimenti che l'amministrazione comunale avrebbe sull'impianto di contrada Puro vecchio, chiuso ormai da quasi due anni.
Infatti, secondo quanto ha riferito infatti il geologo Francesco Bartucci, fra i promotori del Comitato, si vorrebbe, prima di chiudere i primi due lotti con il cosiddetto "capping", alzarne ulteriormente la quota con un'operazione di riprofilatura che consentirebbe un ulteriore conferimento di rifiuti. «Il progetto definitivo per la chiusura della discarica di Trani - spiega Bartucci - prevede 17 tipologie di interventi, ma il capping definitivo sui tre lotti è solamente il 14simo. Tra i primi interventi, invece, vi è la riprofilatura dei lotti 1 e 2, attraverso altri 20000 metri cubi di rifiuti, quindi una riapertura di entrambi. Inoltre, la realizzazione della vasca di fondo cava, che sarebbe il vecchio lotto 2bis, riempiendolo, così com'era previsto dall'inizio, di altri 600mila metri cubi. A maggior ragione - aggiunge Bartucci -, dobbiamo rafforzare la comunicazione alla cittadinanza intorno a queste circostanze che stanno emergendo. Ma sopratutto - fa sapere - vogliamo entrare a pieno titolo nelle scelte decisionali, perché non è giusto che subiamo incessantemente le scelte di altri che non solo non sono tranesi, ma addirittura, in taluni casi, sono esterni all'Organismo di gestione d'ambito».
La circostanza, si può ipotizzare, favorirebbe un'attenuazione della generale emergenza rifiuti nella provincia, consentendo a Trani di abbattere molti dei costi che si stanno sostenendo per la biostabilizzazione dei rifiuti a Foggia e successivo conferimento finale a Massafra. Pertanto, se da un lato la discarica prolungherebbe la sua vita ancora per po', con tutti i rischi annessi e connessi, dall'altro i cittadini potrebbero beneficiarne con quella riduzione della tari che ancora non c'è stata. Ma questo, evidentemente, al Comitato non va giù: la loro richiesta è di chiusura immediata, senza "se" e senza "ma".

