Ha interpretato ieri sera la bella Violetta ne “La traviata” di Verdi il soprano tranese Miryam Marcone, giovane promessa della lirica, nella stagione lirica di Recanati 2016, organizzata da “Villa InCanto”, della quale è entrata a fare parte del cast.
Con il teatro lirico, tra l’altro, aveva collaborato interpretando il ruolo di Adina ne “L’elisir d’amore” di Donizetti. Di lei scrivono gli organizzatori: «Voce sicura, con acuti pieni e svettanti, una delle novità della stagione recanatese».
Umile, bella e gentile, Miryam ha cominciato a studiare musica a soli 6 anni, dedicandosi al pianoforte e al violino, ma è a 14 anni che scopre di avere una impostazione naturale al canto lirico: «La mia insegnante si accorse – dice - che riuscivo a cantare da soprano naturalmente, senza avere nozioni di tecnica».
Miryam Marcone ha 26 anni e si è laureata con il massimo dei voti e la lode al conservatorio di musica “E. R. Duni” di Matera, dopo essersi diplomata al liceo socio-psico-pedagogico, ma ha un curriculum invidiabile.
Questa giovane ragazza tranese, infatti, ha cantato da solista in diverse esibizioni, interpretando sempre opere liriche di alto livello come “La missa brevis”di Mozart, riproposta in diverse basiliche, e collaborato con diverse orchestre, come “I Sarromusici” e “Harmoniae”, ma non a Trani, bensì a Corato (dove ha vinto anche un concorso) e a Mola di Bari.
Miryam ha seguito anche diversi masterclass, molti dei quali con Tamara Novichenko, insegnante di Anna Netrebko, soprano russo molto apprezzato a livello internazionale, che l’ha scelta per presentarla ad una conferenza definendola «una delle rare ragazze dotata di una voce straordinaria e tutte le caratteristiche per diventare una cantante emergente».
La voce della talentuosa cantante lirica tranese, spesso non valorizzata nella nostra città ma altrove, è stata anche apprezzata sui palchi del “Taormina opera festival”, dove è stata scelta da una severa giuria dopo le audizioni dell’anno scorso, nelle quali ha proposto “La Traviata” e “La Bohème”.
«Il mio sogno» - conclude Miryam Marcone - «è quello di cantare nei teatri come cantante lirica». Nel frattempo, ha studiato anche composizione e violino perché, dice, «non voglio limitarmi a studiare una cosa ma avere una visione globale della musica, capirla sotto ogni aspetto».
A noi non resta che augurarle un futuro radioso, sperando che anche la città che le ha dato i natali si renda conto che deve offrire maggiore spazio ai propri talenti rari.
Federica G. Porcelli

