In Italia ogni giorno chiude una libreria: si legge troppo poco; si frequentano diversi posti ma non certo le librerie; se si compra qualcosa, quel qualcosa non è un libro perché si investe poco nella cultura. E regalare libri è una vecchia forma, non più di moda: si preferiscono oggetti tecnologici.
E così Tranilibri, uno dei pochi luoghi della città ancora deputati alla cultura, che ha ospitato nei suoi diversi anni di attività conferenze e presentazioni di diversi autori, nonché più recentemente “caffè filosofici”, da qualche settimana, purtroppo, ha chiuso i battenti e scritto la parola “fine” alla sua avventura.
Un’avventura cominciata nel 2005, nella prima sede di via delle Crociate, angolo via de Roggiero. Poi la scommessa della seconda sede, in via Mario Pagano, rimasta aperta solo dal 2007 al 2009. Infine, il ritorno alla sede unica in via delle Crociate, con il trasferimento nel 2014 ai locali dirimpettai, in cui l'attività è rimasta fino a pochi giorni fa.
La notizia non è passata inosservata alla cronista ed a tutti gli amanti della lettura, mentre invece forse alcuni si sarebbero accorti dell’assenza della libreria nella sua sede quando, in prossimità dell’inizio dell’anno scolastico, sarebbero andati a cercare i libri per i loro figli. Non potendoli più trovare.
I titolari di Tranilibri, Paola Rocchitelli e Giacomo Farano, hanno cercato fino all'ultimo acquirenti, ma senza successo: aprire un luogo di confronto e di amore per la cultura è un atto di coraggio che si dona alla collettività ma che non può dare frutti a lungo termine, come è facile immaginare.
E così, la città ha perso un pezzo di sé ed è vittima di una piccola sconfitta.
Federica G. Porcelli



