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Nove agosto, «Giornata del lavoro pugliese nel mondo»: vi parteciperà anche il Comune di Trani

Due commemorazioni completamente dedicate al tema del lavoro, o meglio alle morti bianche. Questo quanto disposto dalla giunta comunale di Trani all’unanimità dei presenti (assenti gli assessori Giovanni Capone, Ivana D’Agostino, Giuseppe De Michele, Felice Di Lernia), che ha scelto il 12 giugno come Giornata del ricordo delle vittime del lavoro e del dovere, e il 9 agosto come Giornata del lavoro pugliese nel mondo.

La scelta di istituire la Giornata del ricordo delle vittime del lavoro e del dovere è legata alla volontà, da parte dell’amministrazione, di unirsi alle celebrazioni della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, che in Italia, su richiesta dell’Anmil, l’associazione nazionale dei mutilati ed invalidi sul lavoro, si celebra nella seconda domenica di ottobre, attraverso delle manifestazioni che si svolgono in diverse province italiane. Ogni anno alcuni delegati dell’associazione si recano in piazza san Pietro dove il Papa in occasione di quella domenica regala un proprio pensiero a tutti gli infortunati o i morti sul lavoro. La Giornata per la città di Trani sarà anche un’occasione per fare il punto della situazione sulla tutela prevista per i lavoratori infortunati o per quanti contraggono una malattia professionale, oltre che sulle morti bianche il cui fenomeno, leggendo la relazione annuale dell’Inail, non sembra essere destinato a crollare: solo nel 2015, ci sono stati più di settecento morti. Gli infortunati sono stati 636.800. Un fenomeno che ci riguarda da vicino, se pensiamo all’Ilva, la fabbrica mietitrice di morte che si trova a Taranto.

Dello stesso tenore la Giornata del lavoro pugliese nel mondo, che ricorrerà il giorno 9 agosto di ogni anno. Essa è stata promossa dall’Associazione italiani nel mondo ed ha come obiettivo quello di recuperare i valori della memoria e del sacrificio di molti uomini e donne pugliesi che hanno lasciato la terra natia in cerca di lavoro ma che purtroppo in alcuni casi hanno trovato la morte. Per quest’anno, l’evento sarà dedicato alla memoria dei pugliesi morti nel noto «disastro di Marcinelle», avvenuto l’8 agosto del 1956 in una miniera di carbone, che costò la vita a 262 minatori, molti dei quali emigranti italiani. L’incidente è terzo per numero di vittime tra gli italiani all’estero dopo quello di Monogah (1907, Usa, morti 171 emigrati italiani, tutti meridionali) e di Dawson (1913, Usa, 263 morti, di cui 146 italiani). Nella relazione dell’assessore al ramo si legge che «le condizioni economiche del dopoguerra non lasciavano scampo. Emigrare era l’unica soluzione per assicurare una vita dignitosa». In particolare, ai lavoratori italiani non era spiegato quali fossero i rischi di lavorare nelle miniere di carbone. Dopo gli accordi bilaterali tra Belgio e Italia, il Paese faceva partire 2mila giovani disoccupati a settimana, affinché lavorassero nelle miniere di morte. Gli italiani vivevano in condizioni disumane, erano chiamati “musi neri” per il lavoro che svolgevano.

E se pensiamo a quello che è stato scoperto a Trani dai Carabinieri, ovvero un capannone lager nel quale vivevano in condizioni indegne una trentina di lavoratori cinesi, che erano venuti in Italia a lavorare, pensiamo alla drammatica attualità del fenomeno. «Quella dell’8 agosto – conclude l’assessore - non è una ricorrenza per non dimenticare, ma rappresenta un valore inestimabile da trasmettere alle nuove generazioni perché il sacrificio dei nostri emigranti in termini di disumano lavoro, frustrazioni e umiliazioni faccia crescere la consapevolezza del rispetto dei diritti verso le nuove generazioni di immigrati nel nostro Paese».

Federica G. Porcelli


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