Tredici licenziamenti per esubero. La Vigilanza notturna tranese ha mandato a casa, dallo scorso 1mo agosto, altrettanti suoi dipendenti a seguito del ridimensionamento dei compiti assegnati alla cooperativa dopo la revoca del contratto, e relative proroghe in essere, presso gli Uffici giudiziari di Trani.
Come è noto, da 1mo settembre dello scorso anno le spese di funzionamento dei tribunali sono passate a carico del Ministero della giustizia, che nei mesi scorsi, nel solco di un generale taglio delle spese, ha valutato l'opportunità di recedere il contratto con la Vigilanza notturna per affidare la sorveglianza degli Uffici giudiziari tranesi alle forze dell'ordine presenti sul territorio, dislocando due agenti di ciascuna presso gli immobili in cui si amministra la giustizia in città.
Come si era ventilato, tale scelta ha determinato a sua volta il licenziamento di un numero tutt'altro che esiguo di dipendenti, ben tredici, motivato anche da un ulteriore problema precedentemente sorto.
Infatti, a causa della recente trasformazione di alcuni servizi per il Comune di Trani, da vigilanza armata a semplice portierato, anche in questo caso nel solco della revisione della spesa, Palazzo di città ha sensibilmente ridotto impegni di spesa e conseguenti liquidazioni alla cooperativa, ma la Vigilanza continua a pagare tutti i dipendenti secondo il contratto che li inquadra come guardie giurate armate.
Di certo, sullo sfondo della dolorosa vicenda lavorativa vi è anche l'inchiesta penale "Sistema Trani", che ha acceso i riflettori anche e soprattutto sul bando pluriennale per la sorveglianza degli immobili.
Il servizio fu aggiudicato alla Sicurcenter, di Palermo, la Vigilanza notturna impugnò l'aggiudicazione ottenendo la revoca di affidamento e bando, nonché lo svolgimento del servizio in proroga fino all'emanazione di una nuova procedura ad evidenza pubblica.
Nel frattempo, però alcuni protagonisti di quella vicenda sono fra le venti persone cui il titolare dell'inchiesta, Michele Ruggiero, lo scorso 8 marzo ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini.


