I metalli presenti nei campioni di acqua prelevati dai pozzi al servizio della discarica di Trani, ed in particolare dal P6v, quello più vicino al luogo in cui si è verificato l'incidente che, due anni fa, ha determinato la chiusura dell'impianto, sarebbetutti entro i limiti previsti per legge. E questa è la buona notizia proveniente dalle analisi dello scorso 27 luglio. Meno positivo, però, è il fatto che il rapporto rilasciato dalla società Allkema, di Modugno, per conto di Amiu, e firmato dal professor Gaetano Nuovo, sia stato presentato in una forma diversa dal solito.
Infatti, contiene un'indicazione dei valori non più dettagliata come nei precedenti report, ma, semplicemente indica valori decimali preceduto dal segno «minore». Soffermiamoci sul caso del manganese, unico metallo che, nelle analisi del 12 luglio, era risultato superiore alla norma: in quell'occasione, appariva chiaro che vi erano 94,9 milligrammi per litro, anziché i 50 massimi previsti per legge; questa volta, invece, ci si limita a segnalare che lo stesso metallo sia minore di un milligrammo per chilogrammo. Lo stesso dicasi, con cifre che oscillano tra il minore di 0,5 e minore di 5, per altri metalli che, nei mesi precedenti, erano stati anch'essi al di sopra del limite previsto per legge, come arsenico, nichel e ferro.
Un cambiamento che, a maggior ragione, appare poco comprensibile nella misura in cui se è vero, come è vero, che i metalli sono rientrati tutti nella norma sarebbe stato certamente ancora più gratificante, soprattutto da parte di Amiu e Comune di Trani, mostrare dati analitici precisi che attestassero il progressivo decremento dei valori inquinanti. In questa maniera, invece si è costretti a decodificare nuovi metri di valutazione e, probabilmente, anche ad essere meno precisi e corretti nell'informazione da rendere ai cittadini.
In ogni caso, proprio all'ultimo rapporto, il professor Nuovo acclude un giudizio complessivo sulle analisi effettuate, scrivendo che «il rifiuto si classifica come "non pericoloso", in quanto non possiede una o più delle caratteristiche pericolose previste per legge. Non si evidenzia il superamento dei valori limite, ed il rifiuto non è pericoloso neanche per l'ambiente acquatico. Pertanto, può essere conferito ad impianti trattamento autorizzati».
