Si chiuderà alle 13 di oggi il termine per la presentazione delle offerte relative alla procedura ad evidenza pubblica, indetta da Amet Spa, «per l'affidamento quinquennale della fornitura di servizi, consulenza ed assistenza nella gestione dei servizi informatici per la conduzione dei processi caratteristici di un'azienda che gestisce il servizio elettrico, comprensivi dell'accesso agli stessi e dei servizi di Application service provider e hosting per l'infrastruttura applicativa dei sistemi».
In buona sostanza, l'ex municipalizzata di piazza Plebiscito cambia totalmente il sistema informatico per adeguarlo alle nuove esigenze, non ultima quella sorta con l'addebito del canone Rai sulle bollette della luce. In realtà, la società partecipata del Comune di Trani da tempo ha manifestato difficoltà nell'adeguare i propri sistemi alle nuove necessità, e non è un caso che nell'ultimo anno si stia facendo molta fatica con l'emissione delle fatture, che stanno arrivando ai domicili dell'utenza con notevole ritardo. Amet sta incassando poco ed è costretta, nel frattempo, a chiedere crediti alle banche per coprire i mancati incassi derivanti dall'invio a singhiozzo delle bollette, e conseguente mancato pagamento regolare da parte dei cittadini.
L'amministratore delegato di Amet, Marcello Danisi, già nei mesi scorsi non aveva esitato a parlare di «obsolescenza del software di cui l'azienda è dotata». In prospettiva di un cambiamento già era stata emanata una prima gara ad evidenza pubblica che, però, era andata deserta. Adesso, però, il nuovo management di piazza Plebiscito ha ritenuto di modificare quel bando, «nella misura in cui bisognava puntare su una platea di 30mila utenti - spiegava Danisi - e non 100mila, come il precedente capitolato prevedeva». Tutto questo, nel frattempo, determina un lavoro ingente da parte dell'Ufficio commerciale per la momentanea riorganizzazione del servizio. In altre parole, l'azienda finora non ha realizzato investimenti nel settore e si ritrova con il problema, non da poco, di modificare le fatture sulla base delle ultime normative subentrate a partire da gennaio 2016.
A maggior ragione, il nuovo bando è il classico bivio per rilanciare il core business dell'azienda, ovvero entrare in un vicolo quasi cieco. L'importo complessivo dell'appalto, di durata quinquennale, è pari a 800mila euro, Iva esclusa, il canone annuale soggetto al ribasso è di 240mila per il primo anno e 140mila per gli anni dal secondo al quinto. Il corrispettivo per le prestazioni oggetto del servizio sarà suddiviso in canoni trimestrali, sulla base dell'importo offerto in sede di gara. L'aggiudicazione avverrà in favore dell'offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità-prezzo. Il punteggio massimo attribuibile è di 100 punti, così articolati: 60 per l'offerta tecnico-qualitativa; 40 per quella economica. Le offerte saranno esaminate e valutate da una commissione giudicatrice, nominata dall'amministrazione appaltante.
