I cittadini - contribuenti della città di Trani, dopo aver subìto la stangata della Tari, dovranno farsi carico anche dell’aumento della Ecotassa 2016, non avendo il Comune incrementato la percentuale di raccolta differenziata nel mese di giugno 2016 del 5% in più rispetto al mese di novembre 2015, quando era del 19,22%.
A giugno 2016, infatti, la percentuale di raccolta differenziata è stata del 21,27%, mentre occorreva che venisse raggiunta la soglia minima del 24,22% per evitare ai cittadini - contribuenti questo ulteriore salasso. In sostanza, i contribuenti tranesi pagheranno l’Ecotassa 2016 al costo di 25,82 euro a tonnellata, con un incremento di 10,82 euro in più a tonnellata rispetto agli attuali 15 euro, e quindi con un aumento annuo di oltre 200.000 euro, somma che graverà integralmente sulle tasche dei cittadini, che già sono costretti a pagare una Tari ingiusta e sproporzionata rispetto ai paesi limitrofi, a fronte di una qualità del servizio che è sotto gli occhi di tutti, nonostante l’impegno degli operatori ecologici, e con una percentuale di raccolta differenziata al 20%.
Altro che il 40 % previsto nel Pef 2015, confermato anche per il 2016!
Oltre al danno, la beffa.
Trani è ormai diventata la cenerentola di questo territorio, a differenza delle città limitrofe, che hanno raggiunto percentuali significative di raccolta differenziata: Barletta 70% - Andria 67% - Canosa 69%- Corato 66%- San Ferdinando 61% - Trinitapoli 60%, e persino Bisceglie cha al 30 Giugno 2016 ha registrato un notevole incremento raggiungendo il 35%.
Non possiamo più accettare che a pagare le conseguenze della manifesta incapacità della amministrazione comunale e del gestore del servizio siano solo e sempre i contribuenti.
La raccolta differenziata – ribadiamo ancora una volta - è un obbligo di legge, che tutti i Sindaci devono rispettare “senza se e senza ma”.
Basta con i proclami, basta con le continue promesse: i cittadini pretendono solo fatti.
Michele De Marinis - Presidente Cna Bat

