La città è pronta a partecipare al bando Unrra 2016, presentando il progetto “Trani Crowd fooding”, vale a dire servizi di assistenza ed accoglienza abitativa in favore dei senza fissa dimora, nonché distribuzione di alimenti. Lo proporrà il Comune di Trani facendo proprio un duplice progetto, accorpato in uno solo, dei consulenti Rosa Cascella e Andrea Gelao, provenienti dalla short list dei professionisti chiamati a presentare proposte nell'ambito dell' avviso pubblico già emanato lo scorso 11 maggio per reperire proposte relativamente al bando indetto dal Governo per soggetti in condizioni di marginalità sociale e bisogno.
In particolare, l'obiettivo è “studiare e implementare un sistema informativo per il coordinamento, distribuzione e monitoraggio di beni e alimenti recuperati dalla grande distribuzione o altre istituzioni commerciali del territorio, prendendo a riferimento l'iniziativa del Last minute market. Sul territorio – scrive la giunta comunale nell’atto d’indirizzo propedeutico alla manifestazione d’interesse del Comune - esiste una realtà importante nel settore della grande distribuzione, con la quale sia il Comune, sia realtà del territorio che si occupano di aiuti alimentari hanno già avviato proficue collaborazioni”.
Il sistema punta a prevenire situazioni di emergenza e marginalità sociale, “così evidenti in questo periodo di crisi strutturale - fa notare l’assessore al ramo, Debora Ciliento -. Lo scopo è fornire alle famiglie supporti efficaci e tempestivi, agendo sia sul disagio sociale, sia sul miglioramento di ambiente e qualità della vita, diminuendo lo spreco alimentare e di altro tipo”. Il progetto dei consulenti mira a creare una comunità collaborativa e solidale, supportata dalla prima piattaforma pubblica di sharing economy, “che consentirà di realizzare azioni concrete per combattere gli sprechi alimentari ed innescare un circuito in cui la comunità diventi protagonista della solidarietà, attraverso il dono, recupero e distribuzione di alimenti invenduti o scartati per vari motivi”.
Secondo i dati riportati in delibera, a Trani vi sono altre 3000 persone che già usufruiscono di aiuti alimentari da varie fonti, come associazioni e parrocchie. “Ma questo progetto di sostegno non tocca affatto l'ente comunale – si fa notare nella relazione - ed è totalmente in capo ad organizzazioni del terzo settore ed alle parrocchie, e questo comporta notevoli diseconomie ed esternalità negative a carico della collettività. L’obiettivo, invece, è costruire un sistema di aiuto che comprenda nei suoi processi anche l’ente comunale come facilitatore”.
A tele scopo, pertanto, si prevede l’avvio di un laboratorio partecipativo per la co-progettazione dei servizi per la creazione di una comunità collaborativa. Tra gli aspetti innovativi del progetto, quello per cui chi usufruirà degli aiuti potrà contraccambiare attraverso lavoro volontario per la comunità . Dunque, superando la logica meramente assistenzialistica, tutto il meccanismo si baserà su una piattaforma web costruita con modalità “collaborative friendly”, in modo da facilitare tutti i processi di connessione e scambio della comunità.
