Il Comune di Trani deve ancora parare i colpi dalle azioni giudiziarie intraprese da altre municipalità che si stanno contendendo i finanziamenti regionali per la riqualificazione di luoghi di interesse storico ed artistico. In particolare è in ballo quasi un milione di euro per i lavori di riqualificazione ed implementazione di Palazzo Beltrani, frutto di un finanziamento che il Comune ha ottenuto lo scorso anno riuscendo ad inserirsi come ultimo degli aventi diritto in una classifica nella quale, peraltro, altri enti erano stati all'ultimo momento esclusi per presunte irregolarità.
Tra questi, in particolare, il comune di Panni, che aveva presentato un progetto relativo al recupero e valorizzazione dell'ex convento della Madonna del Bosco. Quel municipio aveva proposto ricorso presso il Tribunale amministrativo regionale della Puglia, la cui Terza sezione, però, ha respinto l'istanza cautelare proposta. Il Comune di Trani, già in quell'occasione, aveva scelto di resistere in giudizio conferendo l'incarico al professor Francesco Caputi Jambrenghi. Adesso, poiché Panni ha proposto appello cautelare al Consiglio di Stato, contro la sospensiva negata dal Tar, Trani ha nuovamente ha conferito allo stesso legale l'ulteriore difesa nella vicenda processuale.
Per la verità non vi era soltanto il Comune di Panni fra quelli che avevano avviato azioni giudiziarie in merito alla loro esclusione dalla graduatoria. Gli altri, Nociglia, Cavallino e Seclì, hanno però visto le loro istanze rigettate nel merito e, a quanto pare, hanno rinunciato ad ulteriori azioni. A questo punto, la partita è soltanto contro il comune di Panni, e Trani ha tutto l'interesse che le sorti restino nel solco di quanto finora avvenuto.
Peraltro, una prima parte di quel finanziamento è già stata utilizzata, con un’anticipazione di cassa del Comune per bandire ed aggiudicare una prima parte dei lavori previsti, pari a 190mila euro.
Il procedimento risale alla fine del 2015, quando il dirigente del Servizio beni culturali della Regione Puglia pubblicava la graduatoria dei progetti ritenuti ammissibili e non ammissibili a finanziamento, nell'ambito di interventi di recupero e valorizzazione di beni storici e culturali dei comuni pugliesi che avevano manifestato interesse a partecipare a quell’iniziativa.

