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Riqualificazione delle periferie, tre città per un solo progetto: Barletta, Andria e Trani si candidano a ricevere 18 milioni, ma sul tavolo ce ne sono 83

«"Centrare" le periferie. La resilienza come opportunità per un territorio policentrico». È questo il titolo della proposta di riqualificazione urbana, sociale e culturale dei capoluoghi della Provincia di Barletta-Andria-Trani.

Si tratta del sistema territoriale della Bat, caratterizzato dagli ambiti urbani delle tre città capoluogo di provincia che, insieme, contano 260mila abitanti e sono distanti pochi chilometri l'una dall'altra: «In meno di quindici minuti - si legge nella premessa del mega progetto, rilasciato dalla società Finepro, diretta dall'architetto Michele Sgobba - è possibile passare da Trani a Barletta, o ad Andria, e questo tempo diviene ancora minore se ci si muove fra le tre aree di intervento individuate per la partecipazione al Piano delle periferie».

Infatti, la grande novità è che i tre comuni si presentino al bando congiuntamente, candidando i loro progetti con una proposta "una e trina" «per superare le difficoltà di accessibilità dei quartieri di nuova espansione e creare i servizi che finora sono mancati», mentre si è pensato quasi sempre, e solo, a costruire palazzi. Obiettivo dichiarato, «rilanciare il processo di riqualificazione di questi ambiti, restituendo la fiducia indispensabile, oggi, per superare la crisi che ha paralizzato il processo di crescita del territorio della Bat».

Gli ambiti di intervento sono i seguenti: ad Andria, tutte le zone di edilizia economica e popolare e le aree di edilizia abusiva soggette al recupero; la seconda corona urbana di edilizia residenziale pubblica (167 e Peep) e l'area dell'ex distilleria poste a sud della ferrovia, nonché il sistema di aree pubbliche e sottopassi che le collegano alla costa di Barletta; il quartiere Sant'Angelo di Trani, compreso fra la ferrovia e la strada statale 16 bis.

Essi comprendono, per lo più, aree di edilizia economica e popolare che oggi stanno vivendo un processo di cambiamento, ma sono complessivamente carenti di servizi. A Trani sono disponibili circa 11 ettari di aree da attrezzare, Andria ha acquisito buona parte delle aree per servizi pubblici del quartiere San Valentino e delle altre aree Peep, Barletta ha annesso l'intero complesso industriale della ex distilleria e buona parte delle aree per servizi delle aree Peep, vecchie e nuove.

Per Barletta, a fronte di una richiesta di meno di 6 milioni di euro per gli interventi candidati, sono coinvolte risorse private comunali per circa 15,7 milioni, che si affiancano agli impegni assunti da altri enti pubblici per oltre 8,5 milioni, per un totale di poco più di 30 milioni di interventi.

Ad Andria, a fronte di una richiesta di 6 milioni per gli interventi candidati, sono coinvolte risorse private comunali per 9,4 milioni di euro, che si affiancano agli impegni assunti da altri enti pubblici per oltre 20 milioni di euro, per arrivare ad un totale di 35,5 milioni.

A Trani, a fronte di una richiesta di 6 milioni per gli interventi candidati, sono coinvolte risorse private comunali per altri 6 milioni, cui si affiancheranno gli impegni assunti da altri enti pubblici per ulteriori 6 milioni, per un totale di 18 milioni. «Così congegnata - si legge nella relazione -, la proposta assume la capacità di innescare un processo di rivitalizzazione del contesto urbano di riferimento in tutti gli ambiti individuati».


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